Ecco il caro…tutto

Benzina o diesel, ricariche telefoniche e visite mediche tra i beni più acquistati. Ma anche ipermercati che superano i discount e carrelli della spesa pieni di prodotti “di primo prezzo” ma di marca. Queste la fotografia scattata da AcNielsen nell'ultima indagine.


Consumi, quindi, sempre più oculati per la minore capacità d'acquisto e per gli incrementi record che hanno subito i beni. Gli italiani, quindi, costretti a rivolgersi soprattutto verso categorie e servizi fondamentali, hanno rivisto i propri acquisti modificandone le scelte: il 50% degli intervistati prevede, infatti, di dover rimandare nel tempo spese di particolare impegno economico e il 21% vi rinuncerà completamente, contro un 10% che non avrà difficoltà nell'effettuare simili acquisti. Emerge poi una tendenza che gli italiani condividono con il resto d'Europa: l'acquisto attraverso il credito al consumo.

Ma quali sono i prodotti che hanno subito i maggiori rincari?
A tracciare la mappa del caro-prezzi è l'Adoc che, attraverso un'indagine realizzata per l'Adnkronos, ha messo a confronto i prezzi di gennaio 2001 con quelli di maggio 2005.
Dall'indagine emerge così che dai capi d'abbigliamento ai prodotti alimentari, dalla colazione al bar, passando per la messa in piega negli ultimi quattro anni i prezzi hanno registrato incrementi record, arrivando addirittura a toccare quota +206,4%. Aumenti che percorrono l'Italia dal Nord al Sud. Anche se alcune categorie continuano ad incidere in modo diverso sulle tasche dei cittadini: gli affitti a Roma sono cresciuti del 93,6%, mentre a Bari si sono fermati al 78,7%, oppure il costo dei biglietti dei mezzi pubblici a Palermo ha registrato un aumento del 92,3% contro il 29,9% di Milano e Roma.

In particolare, sul fronte della spesa alimentare i maggiori rincari riguardano i prodotti di prima necessità, come latte (+20,4%), pane (+38,8%), sale (+30,4%) e uova (56%) spaghetti (+30%) e tonno in scatola (28,3%). Record messi a segno anche da frutta e verdura, dove domina il +206,4% del prezzo dei carciofi. Anche l' insalata ha registrato rincari del 115,2%, mentre le fragole viaggiano intorno a +94%. Ritocchi più contenuti per limoni (+53,3%), zucchine (+38,1%) e arance (+36,3%). I prezzi delle mele golden sono salite del 19%, le cipolle del 9,7% e le banane del 9,15%.

Pesanti anche gli incrementi di alcuni prodotti per la casa e la cura della persona. Il dentifricio segna un +16,9%, la confezione piccola dei pannolini per i bambini +9,9%, la carta igienica da 10 rotoli e lo shampoo il +8,2%. Aumenti contenuti, invece, per il detersivo per la lavatrice +6,9% e il detersivo per i piatti +8,7%.

Notevoli i ritocchi registrati nel capitolo abbigliamento: per vestirsi un italiano spende quasi il doppio rispetto al 2001. Le rilevazioni dell'Adoc segnalano oltre al +93,6% delle scarpe, arrivate a costare 150.000 euro, una crescita del 70,4% dei jeans di marca che toccano i 110 euro rispetto alle 125.000 lire di quattro anni fa. Per l'acquisto di un tailleur si paga il 45% in più e il 39% per una polo di marca che oggi costa circa 79 euro, infine solo il 6% di aumento per un collant 40 denari.

Ma rincari alle stelle anche per il tempo libero e i vizi: le sigarette sono salite del 38,9%, mentre il gioco del lotto del 96,1%. Il biglietto del cinema è aumentato dell'11,8%, l'abbonamento al teatro del 14,8%. Mangiare fuori casa, invece, è ormai un super-stravizio. In particolare, la cena in pizzeria è passata da 15.000 lire a 17 euro (+19,3%), mentre la cena in ristorante da 40.000 lire del 2001 è arrivata a 35 euro (+69,4%).

Boom di rincari anche per i servizi bancari : il prelievo Bancomat da 3.300 lire (1,7 euro) è passato a 2 euro (+17,6%), mentre il bollettino del c/c postale da 1.500 lire (0,77 euro) è arrivato a un euro (+29,9%).

Veri salassi che si sono abbattuti sugli italiani, i quali tra poche settimane dovranno cominciare a fare anche altri conti: quelli per andare in vacanza. E il Codacons mette in guardia: quest'anno le ferie si preannunciano ben più care dell'estate 2004. Una famiglia di 4 persone che sceglierà l'auto come mezzo di trasporto – spiega l'associazione – spenderà 2.261 euro a settimana, con un rincaro del 5% rispetto allo scorso anno. A pesare sono soprattutto i rincari della benzina: con un litro che costa 1,228 euro, il pieno arriva a 64,5 euro, cioè il 5,7% in più dell'estate 2004. Ma va anche peggio per chi ha già deciso di spostarsi in aereo: il costo di una vacanza, sempre per 4 persone, si aggirerà infatti su 3.120 euro, il 6% in più.

Ma sono soprattutto le spiagge quelle che si preannunciano “molto calde”, non solo per il caldo: due lettini e un ombrellone costano infatti in media 146 euro a settimana (+3%), mentre per bibite e gelati si arriva anche a 130 euro in sette giorni (+7,4%%). La spesa per dormire, invece, ammonta a 105 euro al giorno per ciascuna delle due stanze necessarie a 4 persone, mentre il costo degli svaghi (dalla discoteca, ai parchi acquatici, alle sale giochi) sale a circa 115 euro.

Fonte:Miaeconomia

Condividi questo articolo