Effetto bonus: in calo le pensioni di anzianità

Nel corso del 2004 sono state presentate complessivamente 985.481 domande di pensione, con un calo rispetto al 2003 dell'8,4%. A diminuire, anche per effetto del superbonus, sono soprattutto le domande di anzianità (-18,7%) e quelle di vecchiaia (-6,1%). In calo del 3,3% anche le domande di reversibilità. Registrano invece un leggero incremento le pensioni di invalidità (+1,3%) e quelle indirette (+5,7%).

E' quanto emerge dall'analisi del processo produttivo dell'Inps che registra anche un leggero calo delle domande di invalidità civile (-2,4%). Dal rapporto emerge poi un netto calo della spesa per interessi, un forte miglioramento dell'attività di vigilanza, una riduzione del tempo di liquidazione delle pensioni e un calo delle giacenze.

Quanto alla situazione di cassa le riscossioni crescono ma meno del previsto, come pure la spesa che rispetto all'anno scorso sale di circa 4,7 miliardi, 2,6 miliardi meno del previsto.

I dati sono stati illustrati dal presidente dell'Inps Gian Paolo Sassi in una audizione alla Commissione lavoro del Senato. Parlando dei numeri relativi al superbonus, Sassi ha detto che delle 32.131 domande presentate dal 6 ottobre, giorno in cui è entrata in vigore la possibilità di scegliere di rimanere al lavoro avvalendosi degli incentivi, all'8 febbraio, quelle già accolte sono state 20.270. “Molto presto – ha reso noto il presidente dell'Inps – faremo una nuova campagna informativa, in quanto abbiamo notato che c'è stato un picco di domande di bonus proprio in corrispondenza della campagna fatta”

Per il ministro del lavoro Maroni, il calo delle domande di pensione di anzianità costituisce un grande successo, imputabile in larga misura proprio all'effetto “superbonus”. “Il fatto che siano arrivate oltre 30000 richieste di bonus significa che la norma ha avuto un successo straordinario. è molto gradita ai lavoratori e porterà molti risparmi, che saranno trattenuti nell'area welfare, in particolare per la non autosufficienza e la disabilità”.

“L'Inps – ha aggiunto Maroni- ha calcolato per il 2005 risparmi di 1,3 miliardi di euro. La prima finestra utile ha dimostrato un successo superiore alle previsioni. Io penso ci sarà una amplificazione e non una riduzione rispetto al 2005″.

“La riforma del mercato del lavoro, insieme alla riforma previdenziale – ha concluso il ministro del Welfare – stanno già producendo concreti effetti occupazionali, come la crescita costante negli ultimi tre anni, e sulla spesa previdenziale. Lo dimostra la diminuzione delle pensioni di anzianità. Ora spetta alle parti sociali accompagnare il governo su questa strada del riformismo, e le imprese, dal canto loro, dovranno respingere la richiesta della parte più conservatrice del sindacato di ignorare le riforme del governo nella fase del rinnovo contrattuale”.

Fonte:MiaEconomia

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