Efficienza energetica, Legambiente: “Viviamo in case colabrodo”

Le foto a infrarossi mostrano i problemi di isolamento termico nei Ministeri italiani e in diverse case di edilizia residenziale, comprese quelle costruite di recente. In Italia ci sono ancora “case colabrodo” dal punto di vista dell’efficienza energetica, con sprechi notevoli e, in nove regioni, nessun controllo sulle certificazioni energetiche né tantomeno sanzioni. Legambiente ha presentato il dossier “Basta case colabrodo” per fare il punto sui consumi energetici e sugli sprechi degli edifici in Italia.

La spesa energetica è una voce rilevante del bilancio delle famiglie: per riscaldare e rinfrescare casa se ne vanno dai 1500 ai 2000 euro l’anno. Questa spesa, evidenzia l’associazione ambientalista, può essere ridotta fino al 50% con interventi di efficienza energetica negli edifici e con impianti che possono rendere più confortevoli sia d’inverno che d’estate le case in cui viviamo. Ma l’Italia è ancora molto indietro, ha accumulato grandi ritardi nel recepire le direttive europee in materia: basti pensare, spiega Legambiente, che “il DL sull’efficienza energetica che prevedeva l’istituzione del Fondo per l’Efficienza Energetica è stato approvato da 592 giorni ma il fondo non è ancora accessibile e le risorse stanziate per il 2014 e il 2015 sono andate sprecate”.

L’Italia ha recepito sempre con estremo ritardo le Direttive Europee sull’efficienza energetica in edilizia. A questo si unisce il fatto che non c’è un vero coordinamento fra le diverse istituzioni che si devono occupare di tutto questo: “Di efficienza energetica in Italia si ‘occupano’ il Ministero delle Infrastrutture, quello dello Sviluppo economico, quello dell’Ambiente, oltre all’Enea a cui sono stati affidati sempre più importanti compiti. Nella realtà, però, non c’è alcuna regia che permetta di comprendere come il nostro Paese si muoverà nei prossimi anni per affrontare le barriere burocratiche e normative, le incertezze e la possibilità di accedere alle risorse, per risolvere i problemi che oggi si trovano ad affrontare cittadini e sindaci intenzionati a muoversi in questa direzione di cambiamento”. Le Regioni a loro volta devono garantire controlli indipendenti e sanzioni sulle certificazioni energetiche degli edifici ma non tutte si sono attivate. “Nel 2016 ancora in molte Regioni non esistono né controlli né sanzioni sulle certificazioni energetiche – denuncia Legambiente – In Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna e Umbria, non è stato stabilito chi deve controllare quel 2% minimo di certificazioni previsto dalla legge nazionale e, non essendo chiaro chi deve controllare, anche le sanzioni previste nei confronti di progettisti, direttori dei lavori e certificatori non sono applicate”.

Quale dunque la “ricetta” per uscire da questa situazione? Legambiente chiede controlli indipendenti sulle certificazioni energetiche e sanzioni; l’operatività del Fondo per l’efficienza energetica introdotto col decreto legislativo 102/2014; un’azione per la semplificazione degli interventi di efficienza energetica, specialmente nei condomini. “Nell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto‎ – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – abbiamo voluto sollecitare l’attenzione sul tema dell’efficienza energetica in edilizia, con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti. Perché nonostante le norme in vigore obblighino a rendere trasparenti le informazioni sui consumi per il riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni, in gran parte del Paese queste informazioni sono negate o addirittura false, per cui continuiamo a vivere in case colabrodo, e senza poter sperare in alcuna opera di riqualificazione in tempi brevi visti i ritardi dei programmi di incentivo”.

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