Energia, Consumatori: no al registro dei morosi per le bollette

No al registro dei morosi per le bollette di energia e gas. Dalle associazioni dei consumatori arriva una levata di scudi generale nei confronti della prospettiva che venga realizzata una “banca dati dei morosi” delle bollette energetiche. Le associazioni dei Consumatori chiedono all'Autorità per l'energia di bloccare tale provvedimento, che avrebbe effetti disastrosi per le famiglie, alle prese con una grave situazione economica. “Se questo sistema dovesse essere introdotto, tutti cittadini che per vari motivi non risultino aver pagato una bolletta, rischiano di finire nella banca dati dei cattivi pagatori, con tutte le conseguenze del caso come ad esempio l'impossibilità di attivare una nuova fornitura energetica o cambiare venditore. Lo stesso accadrebbe per le imprese”. è quanto scrivono in una nota congiunta Assoutenti, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, MDC, Movimento Consumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori e UNC, che hanno scritto alle Commissioni X di Camera e Senato chiedendo di essere ascoltati per evitare l'introduzione nel nostro paese del “Registro dei Morosi del Servizio Elettrico e Gas”. Da dove scaturisce l'allarme? Dopo la decisione positiva delle competenti Commissioni, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha elaborato e posto in consultazione pubblica un documento che illustra gli orientamenti dell'Autorità in merito all'istituzione e al funzionamento di una “banca dati dei morosi”, degli inadempimenti contrattuali dei clienti finali nel settore energetico (in sigla, il BICSE). Il documento posto in consultazione è online e si chiama “Orientamenti per la revisione dei meccanismi di contenimento del rischio credito e del riconoscimento agli esercenti la maggior tutela degli oneri legati alla morosità”. L'Autorità, in sintesi, intende rivedere le modalità relative al contenimento e al riconoscimento degli oneri connessi alla morosità e valutare l'opportunità di rivedere il livello del deposito cauzionale richiesto ai clienti finali, nella prospettiva di tutelare il venditore di maggior tutela, in un contesto generale nel quale si segnala l'aumento del fenomeno della morosità. Nel documento dell'Autorità si legge che “il fenomeno relativo alla morosità è infatti, in base ai dati e alle segnalazioni pervenute agli uffici dell'Autorità, generalmente aumentato, e, in particolare, esso risulta rilevante in alcuni ambiti del territorio nazionale e con riferimento ad alcune specifiche classi di clienti finali”. L'obiettivo dichiarato dall'Aeeg è quello di “contenere il rischio creditizio” dell'attività di vendita, e la consultazione riguarda al momento solo gli esercenti nel mercato di maggior tutela. Di fronte a situazioni di morosità, spiega l'Autorità nel documento, il venditore può sospendere la fornitura, fatta eccezione per i clienti “non disalimentabili” ” ad esempio, quelli ai quali “è stata riconosciuta la compensazione della spesa per la fornitura di energia elettrica perché in condizioni di disagio fisico”. La sospensione della fornitura non garantisce inoltre il venditore quando il mancato pagamento è di un cliente per il quale il contratto non è più attivo ” l'Autorità parla di un fenomeno “piuttosto frequente” e lo chiama “turismo energetico”. Altro argomento sollevato dall'Autorità: si rileva una diversa incidenza della morosità “in relazione alla differenziazione geografica della clientela e potrebbero inoltre sussistere differenze legate alle tipologie di clienti finali serviti, ad esempio in relazione alla tipologia dei clienti finali o alla natura, disalimentabile o meno, della clientela”. Questo il documento ” per il quale le osservazioni dovranno arrivare entro il 9 ottobre. Dal canto loro, le associazioni dei Consumatori sono sul piede di guerra, perché ricordano come proprio nel settore dell'energia proliferino da tempo pratiche commerciali scorrette, fatturazioni abnormi, fatture emesse con dati di consumo stimati e non effettivi, “contratti truffa” più volte denunciati. Il sistema coi suoi contenuti, affermano in una nota congiunta, “in un mercato che ad oggi registra forti criticità e contenziosi tra le aziende ed i clienti finali, non possono essere in maniera più assoluta condivisi dalle Associazioni dei Consumatori”. Le motivazioni di questo no sono elencate una a una: esistono pratiche commerciali scorrette e servizi non richiesti, un fenomeno molto diffuso e segnalato da parte delle Associazioni all'Antitrust, all'Autorità energia e al Garante della Privacy, che generano numerosi contenziosi con i clienti finali. C'è un vasto “mercato”, per così dire, di fatture emesse con dati di consumo solo stimati, che generali fatture con importi scorretti e talvolta spropositati rispetto al consumo. Le associazioni chiedono il rispetto della garanzia della privacy. Ricordano la situazione economica contingente ” non è un caso che in un contesto di recessione economica molte famiglie siano in difficoltà nel pagamento delle bollette. E denunciano le “conseguenze abnormi della iscrizione della banca dati”. Un provvedimento, quello previsto dal sistema BICSE, che non tutelerebbe affatto i clienti. “Siamo fortemente contrari all'introduzione del BICSE che garantirebbe solo le aziende, permettendo loro di ripulire i bilanci dalle morosità ” spiegano i Consumatori ” Morosità che in gran numero vengono causate proprio dai comportamenti scorretti verso gli utenti oppure dalle inadempienze delle pubbliche amministrazioni. In questo momento di forte crisi per le famiglie, riteniamo prioritario trovare meccanismi ulteriori di sostegno come la maggiore possibilità di fruizione dei Bonus Gas ed Energia”. Che fra l'altro, dicono diverse stime, neanche arrivano a tutta la platea di potenziali fruitori.

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