Energia, tariffa bioraria conveniente ma poco scelta dai consumatori

La media degli utenti oggetti dell'indagine, ha indicato una ripartizione annua media dei consumi per il 53,99% in fascia H1, quella giornaliera, e per il 46,03% in fascia H2. Dunque in alcuni casi si è ben lontani dall'accettare una radicale modifica dei propri comportamenti nonostante la tariffazione bioraria sia diventata obbligatoria per tutti quegli italiani che non sono passati al mercato libero, ed hanno un contatore in grado di effettuare la lettura per la nuova ripartizione dell'energia. Si parla ancora della maggioranza degli utenti dato che in quattro anni le persone a passare al mercato libero sono circa il 20% del totale dei fruitori del servizio elettrico.

Eppure spostando i propri consumi in fascia H2 con la tariffazione bioraria si può risparmiare in media il 23,83 % (con punte però di oltre il 60% per alcune tariffe) contro il 10,68% della tariffa di maggior tutela bioraria: una famiglia composta da 5 persone con un consumo medio annuo di 4300 KwH  e con una ripartizione dei consumi dell'80% in fascia serale e nei fine settimana spenderebbe circa 853,53 euro contro i 929,76 per la tariffazione bioraria della maggior tutela.

Aldilà di chi non si abitua all'idea di consumare energia nella fascia H2, c'è anche chi proprio non può: in questi casi si possono evitare sovrapprezzi ed aderire ad una delle offerte monorarie ancora sottoscrivibili con il mercato libero. Usando una tariffa monoraria in fascia H1 del mercato libero, infatti, si può decurtare il prezzo dell'energia di circa il 24,82% rispetto alla tariffa bioraria applicata nella medesima fascia. Nel mercato di maggior tutela, invece, questo risparmio si ferma al 7,66%.

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