Energy drink, dissetarsi con moderazione

Contengono caffeina, taurina, ginseng, carboidrati, glucuronolattone e vitamine. Un cocktail di sostanze stimolanti contenuto negli ‘energy drink', bevande analcoliche molto popolari tra i giovani. Queste bibite dovrebbero combattere la stanchezza, apportando al fisico forza e vitalità. L´Agence Française de Sécurité Sanitaire des Aliments (Afssa), però, ha messo in guardia i consumatori, affermando che la loro innocuità e l'apporto nutrizionale non sono garantiti. In Norvegia e Danimarca sono addirittura proibite, mentre la Gran Bretagna ne sconsiglia l'uso a donne in gravidanza e a persone con problemi cardiovascolari.


In Italia, dopo un accesso dibattito tra autorità competenti e produttori, gli energy drink sono venduti nei supermercati e presso i distributori automatici, anche se una circolare del ministero della Salute del 1998 prescrive che se ne consigli ‘un consumo moderato, in relazione a contemporanee assunzioni di caffeina da altre fonti, che non siano riportate in etichetta affermazioni su effetti 'vantaggiosi', non adeguatamente documentati, con l'avvertenza, inoltre, di evitare la simultanea esposizione ad alcol e tabacco'.

“In realtà mancano studi scientifici che dimostrino con certezza assoluta la dannosità di queste bevande. Così come mancano prove riguardanti gli effetti benefici reclamizzati. Di sicuro c'è che la concentrazione di caffeina presente in una di queste lattine è di circa 80 mg, quindi in media, superiore alla quantità presente in una tazza di caffè espresso (ca. 60 mg). Ma di per sé questo significa poco”, spiega Alfredo Quinones Galvan, medico nutrizionista dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa. “Sono le dosi a essere importanti: è stato segnalato infatti un incremento significativo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca in seguito all'assunzione di una dose relativamente alta di caffeina (300-400 mg), equivalenti a quattro lattine di energy drink”.
Il settore dell'energy drink è in costante crescita sia all'estero che in Italia, dove, nel 2008, secondo il Consorzio distributori automatici, si è registrato un incremento delle vendite del 15%. Inoltre, il consumo tende ad aumentare soprattutto tra i giovanissimi, che spesso ne fanno uso insieme ad alcolici e superalcolici. “La tendenza è allarmante”, conclude il medico del Cnr. “Si tratta di una combinazione che può essere davvero pericolosa, perché le sostanze stimolanti presenti in queste bevande alterano di fatto la percezione soggettiva di sonno e stanchezza. In poche parole, il ragazzo si sente sveglio e lucido nonostante l'alcool ingerito, ma, una volta svaniti questi effetti, i riflessi sono rallentati ed è facilissimo rischiare il colpo di sonno durante la guida”.
Attenzione quindi alla quantità e, soprattutto, no al mix con alcol.

Cecilia Migali

Fonte: Alfredo Quinones Galvan, Istituto di fisiologia clinica del Cnr, Pisa, tel. 050/3152681, e-mail: quinones@ifc.cnr.it;

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