Eni condannata: vecchio coinquilino moroso e la nuova famiglia resta al freddo

Al freddo e al gelo nei giorni di Natale. Una famiglia di Grosseto, marito, moglie e un neonato, come in una moderna “natività”, si sono visti staccare il riscaldamento di casa a causa della morosità del precedente inquilino dell’appartamento. 

Nonostante fosse stata effettuata regolare voltura del contratto di fornitura del gas, Eni riteneva che a pagare i sospesi dovessero essere i nuovi inquilini. A nulla era valso chiedere di incontrare un responsabile di zona della società venditrice di gas per spiegare l’accaduto, dal momento che i centralinisti del call center non avevano saputo trovare una soluzione e che l’unico modo per riavere il gas, a loro dire, sarebbe stato quello di pagare la morosità del precedente inquilino, di cui nel frattempo si erano perse le tracce.

La famiglia si era allora rivolta alla Confconsumatori di Grosseto per avere assistenza. “Per l’inerzia di Eni”, hanno spiegato i responsabili dell’associazione, “si era reso necessario presentare un ricorso in via d’urgenza al tribunale di Grosseto. Il tribunale, in appena 10 giorni, ha condannato la società venditrice a riattivare l’erogazione del gas in quanto la morosità del precedente inquilino non era addebitabile al nuovo richiedente”. Secondo il giudice grossetano, una volta che l’erogatore del servizio ha avviato la fornitura senza chiedere alcunché, non può sospendere tale servizio reclamando la morosità del precedente intestatario della fornitura. “Non solo”, aggiungono da Confconsumatori, “il giudice, con ordinanza, ha già incaricato un perito affinché imponga al titolare della rete di installare nuovamente il contatore, ponendo tutte le spese a carico di Eni”.

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