Etichetta nutrizionale, Confagricoltura: serve anche educazione alimentare

Dal 13 dicembre è diventata obbligatoria l’indicazione nutrizionale in etichetta, in base alla normativa europea prevista dal Regolamento Ce 1169/11. Nell’etichetta nutrizionale devono essere riportate le informazioni relative a valore energetico, quantità di grassi (di cui gli acidi grassi saturi), i carboidrati (di cui gli zuccheri), le proteine e il sale, espressi per 100 grammi o 100 millilitri di prodotto, e facoltativamente anche per porzione.

Per Confagricoltura questo consentirà al consumatore finale di avere utili indicazioni per alimentarsi con la corretta quantità di calorie ed elementi nutritivi e ricorda che la semplice indicazione nutrizionale non è sufficiente a ridurre il fenomeno del sovrappeso e dell’obesità, nonché delle altre malattie metaboliche quali il diabete, se non è unita ad una corretta dieta e ad una sana attività fisica.

“Per evitare che le informazioni in etichetta vengano lette in modo scorretto e producano falsi miti è necessario che siano comprese e ben utilizzate dal consumatore; per questo auspichiamo una corretta educazione alimentare sin dalla prima infanzia”, ha affermato Confagricoltura.

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli pone in evidenza come i prodotti agricoli, dal punto di vista nutrizionale, siano naturalmente ricchi di proteine, zuccheri, grassi e fibre senza che vi siano aggiunte da processi industriali: “una mela o una pera è il miglior prodotto dietetico e salutistico”.

Infine ricorda che sono esentati dall’obbligo delle indicazioni nutrizionali in etichetta: i produttori di alimenti (compresi quindi gli agricoltori) se vendono direttamente al consumatore finale nella stessa provincia e nei locali adiacenti alla propria azienda o in esercizi di vendita al dettaglio, purché siano microimprese; le imprese che producono i prodotti non trasformati che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti (ad esempio latte fresco, UHT, o prodotti che non hanno subito modifiche sostanziali quali la III e IV gamma); infine, anche per i vini e tutti i prodotti alcolici con grado alcolico superiore al 1,2% in volume non vi è l’obbligo di apporre l’etichetta nutrizionale.

Condividi questo articolo