Etichetta pasta, Mipaaf: schema del decreto parte per Bruxelles

È stato inviato a Bruxelles lo schema del decreto che introduce la sperimentazione dell’indicazione obbligatoria dell’origine per la filiera grano pasta in Italia, dando così l’avvio dell’iter autorizzativo previsto a livello europeo per arrivare a un modello di etichettatura che consentirà di indicare con chiarezza al consumatore sulle confezioni di pasta secca prodotte in Italia il Paese o l’area dove è coltivato il grano e quello in cui è macinato. Il provvedimento risponde ad una crescente esigenza di trasparenza e informazione verso il consumatore: oltre l’85% degli italiani infatti chiede trasparenza nell’indicazione di origine di grano e pasta.

Puntiamo a dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di una filiera strategica per il Made in Italy agroalimentare”, ha commentato il Ministro Maurizio Martina che aggiunge: “Con questo provvedimento l’Italia vuole sperimentare per prima un nuovo sistema di etichettatura che valorizzi le nostre produzioni di grano e pasta, come abbiamo fatto con quelle lattiero casearie. Allo stesso continueremo a spingere a Bruxelles per avere un avanzamento su questo fronte a livello europeo”.

Il decreto in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

  1. Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
  2. Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.

Queste indicazioni sull’origine sono apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

La filiera della pasta è uno dei maggiori protagonisti del Made in Italy”, ha sottolineato il Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, “perché testimonia la capacità dei nostri pastai di miscelare grani di origine diversa, così da raggiungere gli alti livelli qualità che caratterizzano la pasta italiana”.

Lo testimoniano anche i numeri del settore: una produzione di grano duro italiano circa 4 milioni di tonnellate che si trasformano in 3,4 milioni di tonnellate di pasta che rendono l’Italia il principale produttore mondiale. Nel complesso, il valore della produzione è di oltre 4,6 miliardi di euro e il valore dell’export pari a 2 miliardi di euro.

Soddisfazione per l’ulteriore passo avanti compiuto dal decreto è stata espressa anche dal presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti per garantire maggiore trasparenza negli acquisti e fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione”. “In pericolo”, precisa Moncalvo, “non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy”.

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