Etichetta sul pesce, Greenpeace: sui banchi non si rispetta la normativa

Stenta a prendere piede l’applicazione della nuova normativa europea sull’etichettatura che deve accompagnare la vendita di pesce fresco. Un video realizzato da Greenpeace dimostra cosa accade realmente sui banchi. In base al nuovo Regolamento UE, in vigore dal mese di dicembre 2014, dovrebbero essere fornite ai consumatori importanti informazioni, come gli attrezzi da pesca utilizzati per la cattura o l’esatta denominazione della zona o sottozona di cattura FAO per i pesci pescati nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Atlantico nord-orientale.

Nei punti vendita visitati da Greenpeace tali informazioni non sono presenti in etichetta. “Questa mancanza di trasparenza è inaccettabile. La nuova etichettatura rappresenta uno strumento importante che aiuta ad acquistare in modo responsabile il pesce”, dichiara Serena Maso, campagna Mare di Greenpeace Italia. “Conoscendo l’attrezzo da pesca e la zona esatta di cattura si può infatti preferire il pesce catturato in modo artigianale e sostenibile a quello proveniente dalla pesca industriale o importato da mari lontani”.

Un recente sondaggio commissionato dall’organizzazione ambientalista dimostra come pochi consumatori conoscano la nuova normativa in materia di etichettatura. Tuttavia, se correttamente informati, gli intervistati si sono detti estremamente interessati ad acquistare prodotti ittici provenienti da una pesca sostenibile.

 “Lo stato drammatico in cui versano i nostri mari ci impone di cambiare il nostro modo di pescare, consumare e vendere il pesce”, continua Maso. “Servono maggiori informazioni e controlli, e i consumatori devono essere consapevoli del potere che hanno per influenzare il mercato verso la sostenibilità”.

di Francesca Marras

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