ETICHETTATURA. Italia apprezza il nuovo regolamento UE sulle etichette alimentari

Il Parlamento Europeo ieri ha approvato il nuovo regolamento sulle etichette alimentari. L'Italia esprime la sua soddisfazione con varie voci. Il Sottosegretario alla Salute on. Francesca Martini ha dichiarato: “Finalmente avremo a livello comunitario regole chiare e semplici sull'etichettatura di origine delle carni fresche nonché informazioni nutrizionali obbligatorie per tutti gli alimenti. Queste nuove regole permetteranno al consumatore di fare scelte informate e più sicure”.

Secondo Confagricoltura è stata compiuta “un'importante decisione nel percorso per soddisfare il diritto all'informazione degli oltre 500 milioni di consumatori europei e per realizzare una più ampia salvaguardia delle produzioni”. La nuova normativa estenderà alla carne di maiale, di pecora, di capra e di pollo l'indicazione del Paese di provenienza, già obbligatoria per le carni bovine. La Commissione avrà tempo due anni per adottare i regolamenti attuativi, ma, ad avviso di Confagricoltura, sarebbero stati preferibili termini più brevi. Confagricoltura sottolinea l'importanza del principio introdotto secondo il quale non saranno consentiti in etichetta simboli o indicazioni che facciano riferimento, anche in modo generico, ad una nazione. In pratica, in Europa, non sarà più ammesso l'italian sounding (cioè l'evocare una sensazione di italianità). Per l'applicazione delle nuove disposizioni all'etichettatura di prodotti come il latte ed i formaggi si dovranno attendere cinque anni; stessa sorte per i prodotti che utilizzano la carne come ingrediente.

“Non è mai troppo tardi – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc – apprezziamo lo sforzo profuso dal Parlamento Europeo sull'etichettatura dei prodotti alimentari, è stato realizzato un piccolo passo in avanti verso una maggiore trasparenza verso i consumatori. In questo senso, però, l'Italia avrebbe dovuto muoversi prima dell'intervento europeo, come richiesto da anni dall'Adoc. Prevedere come obbligatoria l'indicazione del luogo d'origine e provenienza, sia dei prodotti trasformati che non, è fondamentale per tutelare la salute e i diritti del consumatore e il Made in Italy. Occorre quindi che l& apos;etichettatura e la tracciabilità siano assolutamente complete e trasparenti”.

Per quanto riguarda l'indicazione degli allergeni, l'Adoc apprezza il fatto che la lista completa degli allergeni, al momento presente solo sui prodotti alimentari preconfezionati, diventerà obbligatoria anche per gli alimenti venduti nei ristoranti, nelle mense, nelle bancarelle, o per quelli confezionati nei negozi. “Il D.lgs. 114/2006, noto come “normativa allergeni”, non prevede l'obbligo per i ristoratori di indicare la presenza di ingredienti allergenici, in quanto si riferisce esclusivamente all'etichettatura dei prodotti immessi in commercio. Nel futuro sarà possibile verificare la presenza di allergeni anche nei prodotti in somministrazione, un deciso passo in avanti nella tutela dei consumatori allergici – continua Pileri – Il 10% degli italiani risulta allergico, anche in forma grave, ad alcuni alimenti , pertanto è necessario aumentare la tutela dei consumatori allergici, soprattutto quando si trovano a mangiare in ristoranti o altri esercizi pubblici. Chiediamo inoltre al Ministro Fazio di attivare corsi di formazione specifici per i cuochi sulla preparazione di cibi non allergici e sui metodi di non contaminazione degli stessi, e che vengano previsti in ogni ristorante kit di pronto soccorso contro gli shock anafilattici, con relativi corsi di preparazione per i dipendenti. Sarebbe opportuno prendere come riferimento la Svezia, dove per legge viene assegnato ai soggetti allergici un addetto che controlla il menu e le pratiche adottate in cucina. Di allergia si può morire, occorre prestare la massima attenzione e adottare tutte le misure più idonee per prevenire questa eventualità”.

“L'etichetta è la carta di identità dei prodotti. E come per i cittadini è importante indicare il luogo di nascita, così lo deve essere anche per gli alimenti. L'approvazione delle nuove norme sull'etichettatura da parte del Parlamento Ue conferma il riconoscimento dell'importanza, in termini di informazione trasparente al consumatore, dell'indicazione della provenienza in etichetta”. è questo il commento di Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che aggiunge: “Apprezziamo ogni sforzo venga fatto per migliorare la comunicazione e la comprensione delle etichette ai consumatori: il problema della scarsa leggibilità delle informazioni è molto sentito dai cittadini, soprattutto alla luce delle ultime crisi che si ripetono quasi ogni anno (influenza aviaria, batterio hamburger, ecc)”.

“L'estensione dell'obbligo di etichettatura di origine, già previsto in tutta Europa per la carne bovina, ad altre carni (maiale, pollame, agnello e capra) è un primo passo importante; va però al piu' presto esteso anche alle carni e al latte utilizzati in alimenti trasformati, come prosciutti, salami e formaggi dove piu' spesso si verifica l'inganno del falso Made in Italy”. E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini che denuncia: “In Italia la metà delle mozzarelle e tre prosciutti su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all'estero senza alcuna informazione per il consumatore. Per questo – ha continuato Marini – l'obbligo di indicazione di origine deve essere esteso oltre che alla carne di coniglio e al latte ora esclusi, anche per il latte e la carne utilizzati negli alimenti trasformati, per i quali è stato invece concordato di posticiparne di tre anni l'eventuale applicazione, in attesa di una valutazione d'impatto da parte della Commissione”.

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