Famiglie: sale l'inflazione. Boom per alimentari e benzina. Salasso da 480 euro

Brutte notizie sul fronte dell'economia domestica: secondo le stime definitive dell'Istat, l'inflazione a dicembre ha registrato un incremento dello 0,4% base mensile per un incremento tendenziale dell'1,9% (+1,7% a novembre), il piu' alto da dicembre 2008. Il dato medio 2010 risulta dunque pari al'1,5%, quasi raddoppiato rispetto allo 0,8% del 2009.

Tutto questo si traduce in un evitabile rialzo del costo della vita che ha portato le famiglie italiane nel corsso di tutto il 2010 ad un incremento delle spese di quasi 500 euro.

Il rincaro ha riguardato un po' tutto: dai generi alimentari, alle spese per l'affitto, alle tariffe per le utenze di acqua e luce.

In particolare, nel mese di dicembre i rincari maggiori tra gli alimentari si sono registrati per le patate (+9,8% tendenziale), per formaggi da condimento (+6,3% tendenziale), per il pesce fresco (+4,5%).

Nel comparto energia, da segnalare l'aumento della benzina verde (+9,9% tendenziale), del gasolio per < U>auto (+14,5% tendenziale) e del Gpl (+21,3%). Sale anche il prezzo delle sigarette (+2,4% tendenziale). Per quanto riguarda i trasporti, gli aumenti piu' significativi si sono registrati per le riparazioni dei mezzi di trasporto (+2,7% tendenziale) e per i taxi (+1,9%). Aumenta anche la spesa per i servizi medici ausiliari (+2,6% tendenziale) e per i servizi dentistici (+1,6%).

SALASSO NEL 2010

Nel 2010 l'aumento dell'inflazione ha significato per gli italiani una “tassa invisibile” di ben 480 euro, pari a 40 euro al mese. A sostenerlo il Codacons secondo cui, tra l'altro, la situazione nel 2011 si aggraverà e il caro-vita peserà sulle famiglie per ben 567 euro annui in più, ossia 47 euro al mese. Una situazione aggravata dal fatto che gli stipendi sono “rimasti al palo”.

Il peso dell'inflazione è stato di 450 euro al mese, è il calcolo dell'associazione, ma “se poi si prendono in considerazione più realisticamente i prezzi della lista dei beni che rientrano nella spesa quotidiana, distinguendo cioè tra beni ad alta (+ 2%), media (+1,2%) e bassa (+1,2%) frequenza di acquisto, ecco che la stangata arriva a 480 euro in più rispetto al 2009, ossia una tassa di 40 euro al mese”.

Per l'associazione di consumatori, non si prevede “nulla di buono” neanche per il 2011, “visto che se anche l'inflazione media non confermasse il trend di crescita e si attestasse per tutto l'anno all'1,9% di dicembre, si determinerebbe una stangata per le famiglie italiane pari a 567 euro, ossia una tassa mensile di 47 euro”.

di Riccardo Capannelli

Fonte: finanzautile.org

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