FARE PULIZIA: ECOLOGIA DOMESTICA

Liberarsi delle cose vecchie e inutili, accumulate in casa negli anni, non è solo questione d'igiene: aiuta a sentirsi leggeri e fa nascere nuovi spazi mentali.

Negli Stati Uniti, chiamando degli esperti, si può chiedere «la pulizia energetica dello spazio». E una nuova professione nata per arginare l'entropia in casa. Questi professionisti sommano le capacità dell'architetto, dello psicologo, dell'esperto karmico, del chimico-igienista. Entrano nella casa, individuano i blocchi d'energia, gli oggetti «senza vita» accumulati e fanno pulizia.

Ammetto subito che se già è difficile agire quotidianamente con rigore per contenere il disordine e gli accumuli, occorre un livello di decisionalità spieiato per eliminare vestiti, vecchi ricordi, libri mai letti, pacchi di riviste, oggetti entrati per caso nell'abitazione; ma creare un po' di vuoto fa nascere nello spazio liberato nuove dinamiche, non solo mentali. Non è solo questione d'igiene, aspetto sicuramente importante, l'obiettivo principale è sentirsi leggeri e conoscere cosa si ha in casa.

Liberare lo spazio

Lo spazio libero non ha una misura standard, ma deve essere calibrato sulla propria personalità. Sappiamo perfettamente cosa sia il disordine, ma questa pulizia è qualcosa di più, è un incontro con se stessi per decidere, tra i tanti oggetti che ci circondano, quali hanno smesso di parlarci, quali ci infastidiscono e quali sono lì perché forse, un domani, potremo prendere un pezzo di questo, un altro di quello e creare qualcosa di nuovo. Non sostengo come ideale universale di vivere in spazi vuoti (che per altro sono facilissimi da pulire) ma solo di circondarci di oggetti che ci sono cari e che & lt;/B>apprezziamo. Per avviare una selezione il primo passo è individuare un metodo. Si può cominciare ad osservare cosa c'è negli angoli o sui ripiani sparsi per la casa, oppure iniziare a mettere ordine nell'armadio, in qualche cassetto abbandonato, nel ripostiglio, nella cantina o in soffitta. Pensiamo anche al computer, tutto zeppo di dati vecchi, alle scrivanie con pacchi di fogli sovrapposti. Se desiderate cambiare il vostro spazio o vi esce un grido di dolore, vuoi dire che è il momento è giusto. Allontanare lo sguardo è un esercizio faticoso per la mente e non sapere più cosa abbiamo in casa toglie sicurezza. Possiamo dedurre che il nostro territorio è fuori controllo. Forse non sappiamo selezionare o individuare un ordine d'importanza tra le cosa da tenere e quelle da rimettere in circolazione. Ammettiamolo: è una bella confusione mentale e possiamo uscirne stabilendo cosa ci serve e cosa ci zavorra inutilmente. Questa operazione è un'ottima ginnastica di autodeterminazione che cura molte incertezze. I pensierini carini dell'ex fidanzato, il regalino che quando abbiamo

ricevuto ci ha provocato un tremolio di disperazione nel cuore, ma che continuiamo a tenere, anche se in un posticino discreto, vanno rimessi in movimento nel mondo. Perché questo è il punto, scoprire come trasformare le nostre zavorre in occasioni per altre persone. è questo l'obiettivo della nostra pulizia: rimettere in circolo, dare nuova vita agli oggetti che possediamo.

Naturalmente può capitare di aver bisogno di un oggetto pochi giorni dopo averlo scartato. E stato in un cassetto inutilizzato per anni e sarebbe andato avanti così, dimenticato. Come spiega Diamond in Armi, acciaio e malattie (ed. Einaudi 2001) l'inventore non è una persona «più intelligente» di altri ma semplicemente percepisce una necessità e cerca la via per soddisfare i suoi bisogni. Siete diventati inventori: questo è un effetto dell' aver ripulito uno spazio, tolto pigrizia alla mente e migliorato la capacità dinamica.

Ho tenuto una cesta piena di gomitoli senza usarli finché ho incontrato un gruppo che confeziona abiti per le missioni. Se avrò mai tempo di farmi un golf mi procurerò della lana, ma dubito che arriverà mai quel giorno. Per far pulizia bisogna vincere la pigrizia. Qual' è il campanello d'allarme per individuare i lavori noiosi? è aver pensato più di tre volte «domani lo faccio» o, peggio ancora, rimanere in casa per fare quella tal cosa e finire la giornata avendone fatte altre dieci diverse, ma non quella. A tutti capita di rinviare un impegno perché «pesa così tanto». Pesa più l'idea di dover fare quella tal cosa, ma una volta assolta ci si sente leggeri e felici. è questo il ricordo che dobbiamo capitalizzare per vincere la pigrizia. Insomma il «momento giusto» lo creiamo noi, le forze astrali incidono meno della nostra mente. In qualunque caso è primavera e questo ci da una sferzata di energia. Diciamocelo, ognuno di noi saprebbe cosa eliminare e come ripulire una abitazione qualunque, ma andiamo in confusione se la pulizia dobbiamo farla a casanostra.

Cosa eliminare

Come iniziare? Incominciamo da un locale, per esempio l'ingresso. è un transito che non va ostacolato con scatole e pacchi. L'attaccapanni è fatto per accogliere gli indumenti che togliamo entrando e indossiamo per uscire. Occorre eliminare o spostare tutto quello che si è fermato: gli ombrelli rotti, le sciarpe che non si mettono da mesi, le giacche dimenticate. Fatevi coraggio, scegliete la loro destinazione. Passiamo in cucina. La raccolta differenziata (vetri compresi) va smaltita giornalmente e se pensate che il cumulo sia enorme, dalla prossima spesa scegliete prodotti che non danno rifiuti o lasciate gli involucri direttamente in negozio. Se un quarto del volume degli acquisti è fatta dai contenitori, non è una spesa ma un trasporto di rifiuti. Controllate quanti sacchetti di plastica avete accumulato: se sono più di 3 o 4 anche lì c'è un errore che potrete evitare con un po' di organizzazione. Occorre aprire sistematicamente ante e cassetti, svuotarli e valutare i contenuti: eliminate le cose che non vi piacciono, che sono scomode da usare, e che non utilizzate da almeno un anno. Liberatevi dei tappi, dei nastrini, delle cose accumulate per incertezza, dei barattoli e di tutto quello che non utilizzate da tempo. Controllate quanti detersivi avete. Le stuoiette, i taglieri troppo vecchi, le tazze un po' sbertucciate se non ci siete affezionati, basta! Fate spazio. Insemina il principio è: tenere quello che da gioia e si utilizza, anche saltuariamente, ed eliminare il resto.

Svuotare l'armadio e la mente dai ricordi inutili

.La valutazione del soggiorno e dei soprammobili la lascio a voi, ma vi ricordo solo che cambiare posto ai mobili o sostituire gli oggetti, rinnova la casa e permette di esprimere, nello spazio, i nostri cambiamenti. Svuotiamo l'armadio e domandiamoci se oggi o domani usciremo indossando questa camicia, quel golf. Se la risposta è no, è bene confezionare un pacco e portare il tutto ad un centro di raccolta. Controllate criticamente anche la biancheria, gli accappatoi e poi o decidete di non comperare tassativamente

niente per i prossimi vent'anni ed andate ad esaurimento oppure riducete la vostra montagna regalando. Guardiamo la raccolta di libri, giornali, film, cassette, ed. Va iniziata la Stessa operazione fatta in cucina: si svuota un piano per volta e si sfogliano ad uno ad uno con il solito sguardo critico. Mettete da una parte i libri che non avete ancora letto e datevi un po' di tempo per farlo. Se constatate che avete voglia di comprarne di nuovi e non vi attira leggere i vecchi, è l'ora di trovare un nuovo proprietario che sappia apprezzarli. Lo stesso discorso vale per la musica e per i film. Se vi accorgete che non li sentite e guardate da anni e non avete nessuna voglia di farlo, è ora che escano dal- la porta. Un passo altrettanto difficile è quello che occorre fare con le carte accumulate. Arrendiamoci, in un ufficio ci sono segretarie, impiegate, tutta gente impegnata a ordinare e catalogare. Se non abbiamo fatto ordine periodicamente è dura, ma è indispensabile procedere, anche per fare qualche sintesi della nostra vita. Mi ha sempre stupito verificare che qualunque amico svizzero sapesse esattamente i costi annuali sostenuti per il riscaldamento, illuminazione, gas, condominio, ma mai nessun italiano di mia conoscenza avesse una percezione dettagliata delle spese sostenute negli anni. Rimettere in ordine bollette e ricevute ha anche questo sbocco, riuscire a quantificare i nostri consumi, a fare un conteggio annuale e decennale e dedurre considerazioni. Alla faccia delle statistiche medie avremmo un dato sicuro dei nostri consumi e dell'aumento dei costi, elaborati sulla nostra pelle, a prova di ogni dubbio.

E per il futuro?

è noto che ognuno di noi ha dei metodi per «imbrogliarsi», come spostare avanti l'orologio per essere puntuali, o non comperare un cibo irresistibile perché sappiamo che lo mangeremmo tutto subito. è un po' schizofrenico, ma imbrogliarsi sapendo di farlo e nonostante tutto vedere che funziona, è quasi divertente. Penso che se lo facciamo coscientemente è un buon metodo per superare questa fase infantile, avviarsi alla comprensione di se stessi, dopodiché o ci si accetta o si cambia. Possiamo anche definire delle regole per arginare il caos che ogni giorno minaccia entropicamente la nostra esistenza. Ho un amico che invidio perché ha pochissimo abbigliamento. Ha solo due paia di pantaloni: quando ne acquista un paio è per sostituirne uno. Deve avere incrociato il modello giusto e continua imperterrito a scegliere lo stesso per anni. Ho anche un'amica che ha fatto una scelta meno drastica, però ha stabilito un numero di capi per ogni abbigliamento e quando acquista una nuova cosa regala o elimina (dipende dal grado di consumo) il capo corrispondente. Anche per l'abbigliamento e la biancheria personale o per la casa possiamo stabilire una quantità da mantenere invariata nel tempo. La stessa operazione occorre farla con le posate, i bicchieri, le pentole, le piante… Un ragionamento un po' estremo che serve per ginnastica mentale è pensare a cosa non possiamo rinunciare. D'accordo siamo sedentari, ma abbiamo anche un'anima nomade e un gusto che ci porta ad apprezzare l'armonia. Per sapere quello che abbiamo in casa, per non disperarci a cercare per giorni quella tal cosa, senza trovarla, per rinnovare il nostro ambiente esibiamoci in questa nuova danza.

Attenzione ai prodotti per la pulizia

I prodotti che si usano per la pulizia della casa sono di natura chimica diversa e spesso, se non usati opportunamente, possono essere dannosi per la salute e l'ambiente.

Acido muriatico (acido cloridrico).

Si trova in commercio in soluzione acquosa a diverse concentrazioni. è molto corrosivo, produce bruciature sulla pelle e sulle mucose, la gravita è determinata dalla concentrazione della soluzione. Può causare dermatiti e seri danni agli occhi. I vapori hanno un effetto irritante sul tratto respiratorio.

Soda caustica, lye, sodio idrato (idrossido di sodio).

Sostanza solida deliquescente all'aria. Allo stato solido e in soluzione concentrata è caustica per i tessuti e provoca gravi bruciature. Può produrre gravi danni agli occhi.

Ammoniaca.

Soluzioni concentrate possono provocare irritazioni al tratto respiratorio superiore.

Varechina (Ipoclorito di sodio).

Sostanza corrosiva irritante per gli occhi e per la pelle. A contatto con acidi libera gas tossico (cloro).

Soda solvay (carbonato di sodio).

Polvere irritante usata come sbiancante e detergente per tessuti di lana e di cotone. La polvere è moderatamente irritante per gli occhi e per il tratto respiratorio.

Formalina o formol (Formaldeide).

è tossico per inalazione o ingestione, può anche causare lesioni alla pelle (dermatiti). Esposizione anche a basse concentrazione nell'aria causa irritazione agli occhi e al tratto respiratorio.

Acquaragia (Essenza di trementina).

Oleoresina ottenuta per distillazione delle gemme delle conifere, è infiammabile ad una temperatura superiore a 35%. è uno degli ingredienti della cera dei pavimenti e mobili, dei polishes delle auto, dei lucidi delle scarpe e dei prodotti per la pulizia. Può provocare lesioni cutanee, prurito ed azione irritante alle mucose ed alla pelle.

Una scatola salvaenergia

Basta applicare una piccola scatola ad un lampione perché questo risparmi il 30% dei consumi elettrici e dimezzi i costi di manutenzione. A inventare il congegno è stata una società di San Benedetto del Tronto, la Eligent (per il 70% partecipata da Energici e per il 10% da Legambìente). Il marchingegno, che si chiama Dibawatt, è stato progettato per l'illuminazione pubblica ed è già stato sperimentato a San Benedetto del Tronto, sede anche della società produttrice originaria. Il dispositivo ideato da Eligent assicura un risparmio secco di 1,7 miliardi di kwh all' anno: tanto permetterebbe di risparmiare il Dibawatt una volta entrato a regime nella maggioranza dei comuni italiani, secondo le stime di Energia, l'equivalente del consumo residenziale di una comunità di un milione e mezzo di persone. A risparmio si aggiunge risparmio, perché con questo sistema le lampadine dei lampioni sono destinata a durare almeno il doppio: «In condizioni di temperature non estreme – spiega Moroni, Ad di Eligent – il tempo di vita si allunga ancora di più, passando dai 4 anni attuali ai 15. «Il principio su cui si basa è quello di modulare l'intensità dell'emissione della luce – spiegano Moroni e il direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante – in percentuali talmente basse da essere impercettibili per gli esseri umani, ma in grado di evitare inutili dispersioni di energia, far diminuire l'inquinamento luminoso e ovviamente ridurre la spesa per le casse delle amministrazioni locali».

Di Emilia Costa

Tratto da: a.a.m. Terra nuova

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