Figli a carico di mamma o papà, scelta da 100 euro

Calcolatrice alla mano, la scelta dei genitori riguardante le deduzioni fiscali spettanti per i figli può valere fino a 100 euro. è quanto ha calcolato il Secit, il Servizio Consultivo e Ispettivo tributario del ministero dell'Economia, simulando possibili risparmi di imposta assicurati alle famiglie dalla possibilità di ''arbitraggio'', ovvero dalla scelta di accollare fiscalmente i figli al 50% o su un solo coniuge.



L'arbitraggio può dare un risparmio di imposta ''al di sopra dei 100 euro per i livelli di reddito familiare più bassi, fino a 19 mila euro circa, quelli cioè, in cui il nucleo familiare è indotto a spostare il carico verso il coniuge con il reddito più alto''. Per quanto riguarda i livelli di reddito successivi ''si registra una sorta di bilanciamento fra livello della deduzione spettante e sgravio corrispondente''.

Per quanto riguarda invece i redditi familiari più elevati, quelli al di sopra dei 50.000 euro, ''la convenienza a spostare il 100% dei carichi familiari sul coniuge con reddito più basso non è soggetta a calcoli''.

Per evitare una distorsione nella distribuzione dei benefici alle famiglie il Secit suggerisce di ''agganciare le deduzioni familiari effettive al reddito di entrambi i coniugi invece che ai singoli redditi di ognuno di essi''. L'intervento ''non inciderebbe sul livello di prelievo complessivo'' – lo sgravio medio per famiglia passerebbe da 424 a 426 euro ” ma ''assicurerebbe, rispetto alla normativa vigente, benefici significativi ai nuclei con redditi bassi, fino a circa 30.000 euro, a fronte di una riduzione dei benefici oggi conseguibili dalle famiglie a reddito più elevato grazie all'arbitraggio''.

Le novità introdotte dalla riforma fiscale non hanno risolto ''alcune vecchie problematiche'' alle quali se ne sono associate ''di nuove'': dal trattamento fiscale per i genitori divorziati alla trasformazione delle detrazioni in deduzioni.

Il Secit ha portato ad esempio l'introduzione delle nuove deduzioni per i familiari a carico. Meccanismo che in alcuni casi, specialmente nei redditi medio-bassi, comporta un ''più contenuto sconto fiscale rispetto a quello assicurato dalle vecchie detrazioni per carichi familiari''.

Tra i problemi evidenziati anche quello del trattamento fiscale delle famiglie monoparentali: se il coniuge che resta da solo con i figli è separato o divorziato non c'è un trattamento di riguardo come per il resto delle famiglie monoparentali.

Nel caso di un figlio a carico, calcola il Secit, ''lo sgravio assoluto più significativo si realizza ad un livello di reddito a 32.500 euro''. Per la fascia di contribuenti con un reddito tra i 21.000 e i 28.000 euro ''il nuovo sistema delle deduzioni assicura uno sgravio inferiore a quello derivante dalle superate detrazioni per carichi di famiglia''.

Nel caso di famiglie con un solo genitore il fisco riconosce maggiori agevolazioni ''ma con una duplice limitazione: la maggiore deduzione – evidenzia il Secit – è accordata solo per il primo figlio; dall'accezione di nucleo monoparentale, utile per beneficiare della maggiore agevolazione, sono state escluse le famiglie monoparentali da separazione o divorzio, anche quando il coniuge assente non corrisponda alcun assegno''.

Fonte:www.miaeconomia.it

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