Finanziaria, scompare "bonus bebé" inizialmente previsto per il 2006

Nel maxiemendamento non ci sono più i 500 milioni per i nati nel prossimo anno. Contributi solo per il 2005 Approda in Senato il maxiemendamento del governo alla Finanziaria sul quale l'esecutivo ha deciso di porre la fiducia. Il provvedimento, che sarà votato oggi, presenta una differenza sostanziale rispetto all'intesa raggiunta dal vertice di maggioranza dello scorso 3 novembre: la novità riguarda i bebé italiani, e più ancora i loro genitori.

Il bonus per i nuovi nati, 500 milioni di euro che sarebbero dovuti essere destinati a tutti i bambini nati nel 2006, è stato stralciato. Rimane solo il previsto contributo di mille euro per ogni figlio nato o adottato nel 2005 (il governo aveva stanziato 250 milioni). Inoltre, “al fine di contribuire alle spese sostenute nel 2005 dalle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni”, è previsto un assegno da 160 euro per ogni figlio nato tra il 1° gennaio 2003 e il 31 dicembre 2005.
Novità anche per chi ha iscritto i propri figli agli asili privati nel 2005: previsti 120 euro per le famiglie che hanno scelto di non avvalersi delle strutture pubbliche. Ci sarà una detrazione d'imposta del 19% “per le spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio”. Arriva anche un aiuto alle famiglie che hanno figli studenti universitari fuori sede: in via sperimentale è stato previsto un primo stanziamento di 25 milioni, per costituire un fondo per le spese sostenute dalle famiglie per le esigenze abitative dei figli all'università.
Buone notizie per il mondo della cultura, percorso da recenti movimenti di protesta a causa del paventato taglio dei fondi: arrivano i cento milioni in più promessi per il fondo unico dello spettacolo (Fus). Il maxiemendamento del governo alla Finanziaria stanzia 102 milioni, come stabilito nel vertice di maggioranza di giovedì scorso. Il Fus per il 2006 ammonterà in questo modo a circa 400 milioni, invece dei 300 previsti inizialmente in Finanziaria. Nel 2005 il Fus era stato di 464 milioni: i tagli – contro cui il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione aveva protestato – vengono dunque ridotti, ma ammontano comunque a circa 64 milioni.
Sul fronte fiscale, è rientrata la proposta di istituire la cosidetta “tassa sul tubo”. Il maxiemendamento cancella infatti l'aggravio fiscale sulle grandi reti previsto inizialmente. Arriva però un nuovo regime di ammortamenti fiscali che fa salire il conto tributario per le società che erogano gas ed elettricità. Rispetto agli 800 milioni della “tassa sul tubo” la relazione tecnica del maxiemendamento prevede un prelievo di 890 milioni nel 2006, e di 990 milioni per il 2007 e il 2008.
Confermate invece le riduzioni dei trasferimenti statali agli enti locali: subito sindaci e governatori hanno ribadito le proprie proteste. L'ammontare dei “tagli” rispetto alla spesa del 2004 è di -3,8% per le Regioni e -6,7% per Province e Comuni. Previsto però un fondo di 5 milioni contro il disagio giovanile e la diffusione delle droghe.

Fonte: Tuoquotidiani

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