Fisco, ecco il redditometro: oltre 100 voci di spesa

Arriva il nuovo redditometro. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del ministero dell'Economia, firmato dal ministro Grilli il 24 dicembre, diventa operativo lo strumento messo a punto dall'Agenzia delle Entrate per valutare la congruità tra i redditi dichiarati, a partire da quelli 2009, e le spese effettuate dagli italiani. Nella tabella A che accompagna il decreto sono elencate tutte le voci di spesa, dagli alimentari alle donazioni, che finiranno sotto la lente degli agenti del fisco.

I parametri di riferimento sono determinati tenendo conto della spesa media, per gruppi e categorie di consumi, del nucleo familiare di appartenenza del contribuente; corrispondono alla spesa media risultante dall'indagine annuale sui consumi delle famiglie compresa nel Programma statistico nazionale, effettuata su campioni significativi di contribuenti appartenenti ad undici tipologie di nuclei familiari distribuite nelle cinque aree territoriali in cui e' suddiviso il territorio nazionale.

Le tipologie di nuclei familiari considerate, indicate nella tabella B, parte integrante del decreto, sono undici: da una persona sola con meno di 35 anni alle coppie con più di tre figli, passando per quelle monogenitore. Mentre una stessa spesa per ogni tipologia di famiglia ha una considerazione diversa anche a seconda delle cinque aree territoriali in cui viene divisa l'Italia: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole.

Il contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva indicati nella tabella A, dalla dalla tv alle scarpe, dai giocattoli, i cavalli, e i detersivi fino alle barche, le polizze e le bollette, passando per gli investimenti, è determinato considerando le risultanze di analisi e studi socio economici, anche di settore.

Fatta salva questa indicazione, ai fini della determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, in presenza di spese indicate nella tabella A, si considera l'ammontare più elevato tra quello disponibile o risultante dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria e quello determinato considerando la spesa media rilevata dai risultati dell'indagine sui consumi dell'Istituto nazionale di statistica o da analisi e studi socio economici, anche di settore.

Ai fini della determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, resta ferma la facoltà dell'Agenzia delle entrate di utilizzare anche elementi di capacità contributiva diversi da quelli riportati nella tabella A, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per l'acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento; quota di risparmio riscontrata, formatasi nell'anno.

Fonte: www.figliefamiglia.it

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