Gas, nessuno rischio black out

Il freddo record in Russia – che ha toccato i 31° sotto lo zero – continua a mietere vittime: solo a Mosca, nella notte di ieri, sono morte assiderate 7 persone.

 Allarme che ha spinto il governo a dichiarasi pronto ad usare le riserve di energia, perché la domanda di combustibile è ormai schizzata alle stelle con il Paese che vuole sempre più gas per scaldarsi. E nonostante quanto riferito dalla Gazprom (il colosso russo del gas), che ha già aumentato del 40% la distribuzione nazionale e del 7% quella all'estero, l'allarme si è già diffuso perchè a chiedere un aumento delle forniture di gas sono anche gli altri Stati Europei. In primis l'Italia. Ieri – ha precisato Snam Rete Gas (la società controllata dall'Eni che gestisce i flussi in Italia) – è stato registrato un nuovo picco di gas naturale trasportato, pari a 440 milioni di metri cubi giorno, mentre le forniture sono state inferiori del 5,4%. Ovvero, il colosso energetico russo a fronte di 74 milioni di metri cubi chiesti, ne ha consegnati 4 milioni in meno.
Dichiarazione subito smentita nella serata di ieri dalla Gazprom, secondo cui: “le forniture di gas ai consumatori sia russi che esteri vengono effettuate a pieno volume e in totale corrispondenza con gli accordi presi”.

Un dato che, tuttavia, ha scatenato polemiche che il ministro alle Attività produttive, Claudio Scajola, ha cercato di far rientrare convocando per oggi una riunione straordinaria, per “fare il punto” sulla situazione e alla quale hanno partecipato i vertici di Eni, Enel, Snam Rete Gas ed Edison.

Secondo l'Eni, a causa del freddo record in Russia, anche per oggi ci sarà un calo dell'afflusso di gas pari al 12,2%, con un impatto sui consumi totali in Italia del 2,3%. L'import – ha spiegato l'azienda del cane a sei zampe – ha subìto una riduzione del 6,8% rispetto ai 74 milioni di metri cubi giornalieri indicati dai contratti, pari a un impatto sul totale del gas consumato dell'1,3%.& lt;BR>
Ma il ministro Scajola ha spiegato che non si può parlare di allarmismi, tranquillizzando anche sul rischio di un vero e proprio blackout. “Stiamo affrontando questa fase – ha sottolineato – utilizzando gli stoccaggi di modulazione”. Anche se proprio sull'uso degli stoccaggi gli esperti ripongono timori, poiché per funzionare – dicono- devono essere pieni per poter disporre della pressione necessaria.
“Nell'ultimo mese – ha sottolineato ancora Scajola – abbiamo già preso dei provvedimenti la cui efficacia dovrà essere verificata. Ma ad influire sulla questione – prosegue – rimane anche la crisi del petrolio che ha portato all'innalzamento del costo del barile per il quale secondo Scajola “non si vedono prospettive di miglioramento”. Ecco quindi – ha proseguito – che stiamo cogliendo sempre di più di come siamo dipendenti, in maniera eccessiva, anzi totalitaria, delle fonti energetiche degli altri Paesi.
Secondo Scajola, quindi, “dobbiamo investire di più perchè negli anni passati si è investito molto poco nelle infrastrutture. Dobbiamo procedere – prosegue – ad alcuni provvedimenti che riescano a riattivare alcuni impianti a olio combustibile ma anche a carbone per un risparmio di gas nel breve termine, in questi due mesi invernali”. Il tutto, ha concluso, “per garantire l'energia agli italiani nelle loro case”.

Ma le crisi internazionali nel settore del gas ha già messo sul piede di guerra le associazioni dei consumatori che prevedono un ulteriore aggravio sulla bolletta energetica di oltre 400 euro l'anno dopo la stangata di inizio anno a causa del caro-petrolio. Secondo Adoc e Codacons, nel 2006 la spesa annua a famiglia per chi utilizza gas metano, ovvero 13 milioni di utenze, potrebbe aggravarsi del 40%, passando da una spesa media annua di 1.034 euro del 2005 a 1.447,6 euro, con un incremento quindi di 413,6 euro.

Patrizia De Rubertis

Fonte: Mia economia

Condividi questo articolo