Genitori part time: padri a ore

Impiegati, liberi professionisti, operai, separati. Da quando si sono divisi dalla moglie hanno lasciato la casa di famiglia. Con uno stipendio modesto faticano a pagare mantenimento, mutuo e affitto. E sono distrutti emotivamente per la lontananza dai figli. Si sentono padri cronometrati, costretti a dover misurare il tempo da trascorrere con i bambini, che sono affidati alla madre nel 90% dei casi

di Barbara Songia

I numeri:

76mila le separazioni nel 2001,

40mila i divorzi nel 2001, 60mila i figli coinvolti, 95% i figli affidati alle

madri, più del 50% dei padri separati sono operai o impiegati

Operai, impiegati, liberi professionisti: maschi , genitori e separati. Costretti a dormire in un furgone, o a cercare ospitalità in casa di amici, o peggio a rifugiarsi nella casa d'origine. Padri sul lastrico, uomini che pagano la separazione dalla moglie ad un costo elevatissimo, dal punto di vista psicologico ed economico. Tanto che spesso si ritrovano in mez zo alla strada sull'orlo di una crisi di nervi. Spendono in alimenti più di quanto guadagnano, tanto da essere considerati i “nuovi poveri”. Relativamente alle 76mila separazioni del 2001 (ultimo dato ufficialmente disponibile), si calcola che più del 90% dei pap a è stato costretto a lasciare il tetto coniugale. Molti di loro devono far fronte a spese impossibili da sostenere: gli alimenti per la moglie, il mantenimento per i figli e spesso anche il mutuo da pagare.

“In una separa zione, la parte più debole sono i figli, ma la parte più penalizzata è l'uomo. Il padre lascia la casa alla donna” spiega Elio Cirimbelli, mediatore familiare dell'Asdi, Centro di assistenz a per separati e divorziati di Bolzano. “I maschi non sono capaci di rassegnarsi alla fine di un rapporto e non sanno mettersi in discussione. Si abbattono, credono di essere gli unici al mondo a soffrire. L'uomo è incapace di gestire un distacco”. Infatti, a chiedere la separazione ne ll'85 % dei casi è la donna, ormai più indipendente economicamente e psicologicamente dall'uomo. & quot;Tanti maschi cercano nella moglie una seconda mamma, ma le donne moderne non sopportano di rivestire questo ruolo. Sono emancipate, hanno un lavoro, una vita sociale, non vogliono accudire tutta la vita un marito-bambino” aggiunge Cirimbelli. Quasi tutti i pap a separati si ritrovano a cronometrare il tempo che possono trascorrere con loro. Un weekend ogni due settimane, qualche giorno in più per le festività natalizie e quelle pasquali, quindici giorni per l'estate. E la sindrome del “babbo a ore”.

“I padri, dopo la rottura con la moglie, sono devastati psicologicamente: perdono il loro ruolo di genitore e rischiano di abbandonarsi a loro stessi. Vanno aiutati” dice Aldo Dinacci, psicologo, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione nazionale padri separati (www.padri.it) “a comprendere che la lotta va affrontata. La maggior parte di loro chiede giustizia per il

< P>proprio cuore distrutto negli affetti più veri”. Infatti, anche il rapporto con i bimbi dopo la separazione si fa difficile. “Gli uomini

devono essere aiutati ad elaborare quello che è successo perché possano essere liberi psicologicamente per fare i buoni pap a . Se covano rabbia e rancore nei confronti della loro ex” spiega ancora Cirimbelli “restano bloccati nei sentimenti con i figli”. Per Dinacci è fondamentale il ruolo della madre: “I rapporti con i minori dipendono dall'atteggiamento della mamma. Se lei incoraggia i bambini a vedere il pap a , le cose funzionano al meglio. Se, invece, la donna ostacola i contatti, allora il figlio non

vuole uscire con il padre. E se poi il bambino dimostra alla madre di voler stare più tempo col pap a, allora si creano mille problemi”. I pap a fortunati, che riescono ad ottenere l'af fidamento dei minori, sono una minoranza: solo il 5% dei cas i.

Una casa d'accogli enza

Per i pap a freschi di separazione e in condizioni economiche precarie a Bolzano è stata aperta una casa d'accoglienza. Come quelle

dove vengono accolte ragazze madri, ex detenuti o ex tossicodipendenti. E il primo progetto pilota in Italia, forse ne nasceranno altri in altre città. “L'idea di una casa per i padri separati è nata due anni fa all'interno dell'Asdi, Centro di assistenza per separati e divorziati di Bolzano” spiega il direttore e fondatore Elio Cirimbelli. “La nostra associazione da 18 anni opera a 360 gradi nell'ambito delle separazioni e dei divorzi, con volontari e professionisti che si occupano delle sofferenze del nucleo familiare. Volevamo dare una casa dignitosa ai pap a in diffi coltà economiche perché potessero vedere i loro figli in un luogo accogliente e non in squallide camere d'albergo”. Il risultato è la casa-famiglia, pagata per 1'85 % dalla Provincia (ai padri tocca solo una cifra mensile di 200 euro, comprensiva di tutto). E un grande appartamento di 150 metri quadri, quattro stanze, una cucina, una sala con la televisione. Vi abitano quattro padri che potranno restare per un anno. “Potranno far fronte all'emergenza, poi con l'assistenza dei gruppi di auto-mutuo aiuto riacquisteranno la forza per affrontare meglio la vita e verranno indirizzati nella ricerca di un alloggio stabile. Questi uomini vogliono fare i padri e non solo esserlo, ma hanno bisogno di essere aiutati”.

 

Pronto papà

Per i padri travolti dai problemi della separazione e bisognosi di un aiuto per superare le difficoltà c'è il “Pronto pap a “, un cal i center attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, rivolto a tutti telefonando allo 051- 370561. Il servizio di counseling telefonico è gratuito e svolto da psicologi ed operatori qualifica ti . L'Associazione “Pronto pap a ” è nata nel dicembre 1993 ed è stata costituita da alcuni soci dell'Associazione padri separati, che si erano resi conto del fatto che  esisteva un'esigenza di molti padri di confrontarsi, chiedere aiuto ed essere ascoltati. Dal 1995 ad oggi al centralino  del Pronto pap a sono arrivate quasi diecimila telefonate l'anno. “In questi ultimi anni, la persecuzione dei padri si è accentuata. Sempre più capita che viene loro imposto un contributo che non possono sostenere” si legge sul sito dell'associazione. “Le cose più belle ci sono venute dai bambini e dai padri che abbiamo aiutato. Le cose più brutte da chi non ha saputo guardare al problema con occhi limpidi e sinceri, privi di pregiudizi”.

Indirizzi

Centro Asdi Via Gaismair, 18 39100 Bolzano

Tei. 0471-266110,

fax 0471-266250

e-mail: asdi@quipo.it

Crescere Insieme Corso Tintori, 35

0122 Firenze

Tei/fax. 055-2466552

e-mail: marino.mag@tiscali.it

Associazione Padri Separati

Via Longhi, 16

40100 Bologna

Tei. 051-370926

Tratto da: YOURSELF N°5 GIUGNO 2004

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