Giovani pronti a tutto

La parola d'ordine delle giovani generazioni è guadagnare. E per farlo sarebbero disposte anche ad attività illegali. è l'esito di una ricerca condotta dalla Gioc, la Gioventù operaia cristiana e presentata nella seconda giornata dell'incontro nazionale Cei-Diocesi di Rimini 'Il lavoro e la festa'. Certo, prima di arrivare all'illegalità, i giovani sono disposti a fare straordinari, un secondo lavoro, lavorare in nero, trasferirsi in un'altra città.

“Il 12% degli intervistati – si legge nella ricerca, illustrata alla presenza della presidente nazionale della Gioc Manuela Agagliate – per avere più soldi a disposizione potrebbe addirittura intraprendere spaccio ed altre forme di illegalità per sostenere i propri bisogni finanziari. Si tratta di una modalità di scelta privilegiata da giovani maschi, principalmente adolescenti, frequentanti centri di formazione professionale”.

Nella graduatoria delle cose da fare per avere più soldi al primo posto c'e' la disponibilità a fare ore di straordinario (78,9%), seguita dalla riduzione delle proprie spese (66,1%), svolgere un secondo lavoro (63,5%), inventarsi un'attività e lavorare in proprio (60,1%), accettare un lavoro con uno stipendio più alto anche se non piace (43,8%), trasferirsi in un'altra città (42,4%), lavorare in nero (41, 3%), trasferirsi in un'altra nazione e infine fare una attività illegale (12%).

Ma i dati della ricerca non si fermano qui, vengono fuori anche le preferenze delle nuove generazioni in fatto di consumi. E anche in questo settore se ne scoprono delle belle: irrinunciabili la ricarica del telefonino (62,8%), gli abiti (62,7%), il carburante (58,6%), l'acquisto di giornali o libri (52,7%) e di articoli da regalo (43,8%). Si presenta poi buona nel complesso la propensione al risparmio: il 54,5% del campione ha affermato di essere riuscito a mettere da parte dei soldi nel mese precedente l'effettuazione dell'indagine.

Nel tracciare un quadro di sintesi del profilo delle giovani generazioni di fronte ai consumi, la ricerca della Gioc indica in primo luogo la categoria dei 'sobri'. “Si tratta – si legge nel documento – del gruppo più cospicuo che interessa poco più di un terzo del campione (37,6%) e che identifica quei giovani il cui orientamento nei confronti del consumo e' maggiormente ispirato a criteri di razionalità e risparmio; e in prevalenza, un simile atteggiamento, è fatto proprio dalla componente maschile (52,5%) e da quanti hanno un'età superiore a 25 anni (62,4%)”. Ci sono poi gli edonisti, “un gruppo che ha un peso quasi analogo al precedente, interessando il 37% dei giovani intervistati”.

Si tratta in particolare “di giovani la cui esposizione al consumo e al soddisfare, attraverso di esso, una parte cospicua delle proprie esigenze è elevata e che si lasciano guidare, nelle loro scelte, dall'istinto e dai desideri per i quali i consumi rappresentano un fine piuttosto che un mezzo”.

Infine c'è il gruppo dei giovani chiamato “i selettivi”, che – spiega la ricerca – “evidenziano un atteggiamento ispirato alla selettività nei confronti dei consumi (dovuto in parte a una minore disponibilità economica perché sono prevalentemente studenti), ma anche a una maggiore propensione a selezionare in senso qualitativo i consumi”.

I & apos;selettivi' costituiscono un quarto degli interpellati (25,3%) e si annidano maggiormente fra la componente femminile (58,2%) e di età più giovane (il 79,1% ha meno di 24 anni). “Si tratta – si legge nella ricerca – di soggetti che mostrano una buona capacità al risparmio ma che si trattengono nei consumi, più per necessità che per virtù visto che dipendono dalle famiglie, hanno pochi soldi a disposizione e quindi possono permettersi poche cose”.

Fonte Mia economia

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