GLI ITALIANI E IL SESSO. Addio maschio sciupafemmine

TRAMONTA lo stereotipo del maschio latino egoista sotto le lenzuola Adesso piace l'uomo dolce e creativo L'italiano sciupafemmine si avvia all'estinzione e al suo posto nasce il «vitalsexual»: determinato nel sesso, ma aperto a sentimenti di amore e tenerezza; più dolce e creativo, ma anche pratico e realista, che fa ancora fatica ad ammettere vere e proprie defaillance, senza però negare eventuali problemi e stanchezza nella coppia.

 Un identikit che descrive oltre la metà degli over 40 della Penisola e che parla di un uomo nuovo, più attento ai bisogni e alle emozioni della partner. A fotografarlo è la ricerca «Sex and the modern man». L'indagine è stata realizzata da Ipsos per Bayer HealthCare e ha coinvolto più di 8.500 persone 18-75enni di sei Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Regno Unito) e di tre del Nuovo continente (Brasile, Canada e Messico). I dati parlano chiaro: l'habitat naturale del nuovo sesso forte è proprio l'Italia, che con il 55% di «vitalsexual» tra gli over 40 si posiziona al secondo posto dopo il Brasile (63%) nella graduatoria generale. Non solo. I numeri – illustrati da Mario Abis, sociologo di Makno, e commentati dal presidente della Società italiana di andrologia, Vincenzo Gentile, e dalla presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica, Roberta Giommi – chiudono per sempre l'antica guerra di fascino tra il dongiovanni italiano e il tombeur de femmes francese: a sorpresa un uomo d'Oltralpe su cinque (20%) dà poca importanza al sesso, contro il 4% degli intervistati nello Stivale. Addio al macho, insomma. A sostituirlo «arriva una nuova generazione di uomini – ha riferito Abis – un nuovo profilo di maschio attento alla spontaneità dei rapporti e al benessere sessuale della coppia, disposto anche a prendere dei farmaci per rendere più appagante la vita a due». E così il 43% degli ultraquarantenni del mondo si converte allo stile «vitalsexual», emerge dall'indagine che etichetta come i meno inclini a cambiare gli intervistati tedeschi (19%). Cifra dopo cifra, quindi, il puzzle che ritrae l'uomo del Duemila si compone. E gli italiani si confermano quelli che danno al sesso la maggiore importanza, con il 96% contro percentuali inferiori al 90% nei Paesi a clima più freddo (in coda con la Francia c'è infatti il Regno Unito, al 77%). E ancora. Contro una media globale del 31%, con una percentuale del 43% gli uomini del Belpaese sono anche i più propensi a confessare di avere avuto problemi sessuali, legati per lo più allo stress (52%) oppure a malattie o a lutti (32%). Tuttavia, insieme ai discreti svedesi, gli abitanti dello Stivale sono quelli che ammettono meno facilmente problemi di erezione (16%, con un massimo del 21% tra gli over 40, contro il 39% come dato mondiale dopo i 40 anni), mentre i più onesti di tutti sono i francesi (riferiscono disturbi il 38% e il 46% degli over 40). Quando però si confidano, gli uomini del nostro Paese dichiarano soprattutto calo del desiderio proprio (primo tra i problemi, al 54%) o del partner (47%) ed eiaculazione precoce (45%) . A condizionare la natura del nuovo uomo contribuiscono sicuramente i ritmi della vita moderna, se si pensa che «negli ultimi 15 anni il tempo libero si è ridotto del 20%, le ore di sonno sono diminuite del 15% e il tempo dedicato a media e comunicazione è salito del 25%», ha ricordato Abis. E infatti, tra chi a superato gli «anta» una certa nostalgia del passato c'è.

Fonte. www.iltempo.it

Pubblicato da: fiore

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