Gli stipendi ‘rosa' sono i più leggeri

Si è fatta molta strada, ma le pari opportunità nel mercato del lavoro italiano sembrano ancora un lontano miraggio. Nel 2005, secondo l'Isfol, le lavoratrici hanno guadagnato meno dei colleghi in giacca e cravatta, con un divario attorno ai 3.800 euro annuo. Senza dimenticare che spesso, dopo avere avuto un figlio, il collocamento risulta anche più difficile.

Dati alla mano, il gap tra gli stipendi medi è attorno al 23% per i contratti dipendenti, mentre arriva al 40% tra gli autonomi soprattutto a causa del minor impegno orario delle donne sul lavoro.
La ricerca mostra anche che, a fronte di una partecipazione ‘rosa' al mercato del lavoro del 61,4% prima della gravidanza, la partecipazione scende al 50,4% dopo aver avuto un figlio. Ma tra le donne che sono uscite dal mercato dopo la gravidanza la stragrande maggioranza (l'85%) ha dichiarato che la scelta è stata fatta per poter stare con il figlio a fronte del 15% che la ha invece subita passivamente. Tra le motivazioni principali date dalle donne che non lavorano intervistate ci sono state l'assenza di opportunità di lavoro (34,8% dei casi a fronte del 55,4% delle risposte degli uomini che non lavorano) e per prendersi cura dei figli (39,9%) mentre appena il 6,1% dichiara di non avere necessità di lavorare.

La ricerca Isfol indaga anche sulle altre fasce deboli del mercato del lavoro (giovani e anziani) sottolineando come nella fascia tra i 15 e i 24 anni si siano ridotti in questi anni i tassi di attività, anche a fronte dell'allungamento medio del periodo di istruzione, ma siano aumentati i tassi di disoccupazione, in controtendenza con quanto si osserva nella popolazione tra i 15 e i 64 anni. La popolazione attiva over 50 supera il 60% con il 55,3% di occupati e il 6,1% in cerca di lavoro. Tra i 50 e i 64 anni e' pensionato il 38,7% (il 37,8% degli uomini, prima dell'età di vecchiaia, e il 40,1% elle donne). Il grado di soddisfazione degli over 50 rispetto alla propria vita lavorativa risulta dall'indagine '' sistematicamente inferiore'' a quello espresso dai lavoratori più giovani, anche se si dichiara abbastanza soddisfatto della propria condizione in ufficio il 70,9% degli intervistati anziani.

Fonte: Mia economia

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