Guida pratica alle carte di credito

La carta di credito è un metodo di pagamento pratico e sempre più sicuro: secondo gli ultimi dati della Banca centrale europea sono in calo le truffe effettuate tramite moneta elettronica. Ma come scegliere quella giusta per noi?

Costi e tipo di utilizzo

La scelta della carta migliore non deve basarsi solo sul canone. Sono tante, infatti, le spese che contribuiscono a formare il costo totale annuo della carta. Per capire quanto ti costerà effettivamente, devi definire il più possibile l'utilizzo che ne farai (quanti pagamenti, quanti estratti conto, quanti prelievi e pagamenti in Paesi extra euro…). Mai fermarsi all'offerta della banca in cui hai il conto corrente: confronta più offerte attraverso il nostro servizio online. Tieni presente che se scegli una carta emessa da una banca in cui non hai il conto corrente, pagherai l'estratto conto con addebito diretto sul vostro c/c (il cosiddetto “rid”).

Usala nei negozi

Utilizza il più possibile la carta per le tue spese nei negozi: può tornare vantaggioso, dato che molte carte, l'anno successivo, rimborsano al titolare il canone annuo se con la carta ha fatto spese superiori a un certo ammontare. Ricorda che è tuo diritto usarla nei negozi che aderiscono al tuo circuito di pagamento (per esempio, Mastercard, Visa…) il cui logo è riportato sulla vetrina nel negozio oltre, naturalmente, che sulla carta stessa. Se il negoziante fa storie riguardo all'accettazione della carta, puoi denunciare la situazione al circuito. Fai attenzione: l'esercente non può aumentare il prezzo del prodotto acquistato solo perché paghi con carta di credito (articolo 3, comma 4 dlgs 11/2010). è invece vero il contrario: ti può fare uno sconto se paghi in un determinato modo (ad esempio con carta).

No al prelievo di contante

Ricorda che prelevare contante con una carta di credito su uno sportello automatico (bancomat) costa parecchio. Gli utilizzi della carta di credito sono addebitati sul conto del titolare in un'unica soluzione: proprio per questo motivo, prelevare soldi è considerata un'operazione di credito, un “anticipo contante” e può arrivare a costare fino al 4% dell'importo ricevuto (per 100 euro di prelievo la commissione potrebbe toccare i 4 euro). Se ti servono contanti, meglio ricorrere alla tessera bancomat. Se la usi in un Paese che ha una moneta diversa dall'euro, le spese verranno convertite in euro al tasso di cambio del momento in cui l' operazione è contabilizzata, secondo il tasso definito per quel giorno dal circuito di appartenenza della carta. In più, dovrai pagare una commissione aggiuntiva sul tasso di cambio che arriva fino al 2%.

Se la rubano o la perdi

In caso di furto o di smarrimento, chiama subito il numero predisposto dall'emittente. Così bloccherai la carta e in caso di utilizzo prima del blocco al massimo potranno esservi addebitati 150 euro. Per tenere sotto controllo i movimenti della carta ci sono differenti sistemi: dagli sms informativi ai siti internet degli emittenti che permettono di verificare i movimenti prima dell'arrivo dell'estratto conto.

La tutela online

E' infondata la paura di utilizzare la carta per fare acquisti online. In caso di problemi, infatti, sei tutelato dalla legge: se qualcuno non autorizzato fa spese su internet con la vostra carta, l'articolo 56 del Codice del consumo (dlgs 206/2005) prevede che l'emittente ti rimborsi gli addebiti: dovrai semplicemente contestarli. Per gli acquisti online c'è quindi una protezione piu estesa rispetto all'utilizzo tradizionale della carta.

Occhio alle revolving

Per le carte “revolving” l'estratto conto viene pagato a rate. In questo caso ti consigliamo di limitare il più possibile la funzione revolving, perché rischi di pagare interessi davvero salatissimi: fino al 25,92%.

Cambiare le carte

Una carta non è per sempre: hai infatti la possibilità di recedere dal contratto, in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. Anzi, se lo fai nel corso dell'anno è tuo diritto riavere la quota del canone annuo già pagato relativo al periodo successivo al recesso. Facciamo un esempio: se hai pagato per tutto il 2013 e a fine giugno decidi di recedere dal contratto, l'emittente ti dovrà rimborsare la metà del canone che hai già versato (cioè quello da luglio a dicembre).

Fonte: www.altroconsumo.it


 

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