I mille usi e ‘riusi' della glicerina

La glicerina (o glicerolo) è una materia prima innocua e dalle molteplici applicazioni. Non solo è un'ottima sostanza idratante, con oltre 1.500 usi commerciali nell'industria cosmetica e alimentare, ma è anche un componente cruciale dei grassi (trigliceridi) sottoprodotto nella produzione del biodiesel, un combustibile derivato chimicamente da oli vegetali e grassi animali, che ha come prodotto di scarto proprio la glicerina. Basti pensare che solo in Italia, nel 2006, sono state prodotte 47 mila tonnellate di glicerina grezza da 447 mila tonnellate di biodiesel, con prevedibili esigenze in termini di smaltimento e riciclaggio.

I produttori di questo carburante avevano cominciato a disfarsene cedendola come antigelo per le strade o come integratore e additivo nell'alimentazione zootecnica. Tuttavia una serie di recenti innovazioni ha aperto la strada a nuovi impieghi del glicerolo come materia prima per la produzione di prodotti chimici a basso impatto ambientale.

Anche i ricercatori italiani hanno dato un considerevole contributo al settore. In particolare, i gruppi di ricerca di Mario

Pagliaro dell'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr di Palermo e di Michele Rossi dell'università di Milano hanno sviluppato una serie di tecnologie, già commercializzate, che consentono di reimpiegare la glicerina nella produzione di cementi biocompatibili, sostituendola a composti inquinanti di natura petrolchimica. “I nuovi cementi da costruzione ad alte prestazioni utilizzano l'atossica glicerina naturale come additivo, eliminando l'impatto sull'ambiente dell'uso di sostanze petrolchimihe tossiche come i glicoli”, spiegano Pagliaro del Cnr e Rossi. “Siamo inoltre riusciti a ottenere in modo ‘pulito' il principio attivo per l'abbronzatura Dha (diidrossiacetone) applicando a una soluzione acquosa di glicerina una semplice ed ‘ecologica' corrente elettrica, al posto della reazione di fementazione chimica finora utilizzata. I cosmetici a base di Dha hanno il potere di scurire la cheratina presente sullo strato superficiale della pelle donando un colorito sano e abbronzato senza alcun tipo di rischio o controindicazione, come avviene invece con l'esposizione prolungata ai raggi solari”.
Ma le innovazioni non finiscono qui. D'accordo con i suoi colleghi americani, che stanno mettendo a punto la tecnologia, Pagliaro afferma che & quot;entro cinque anni i computer portatili e i cellulari saranno alimentati da batterie che come combustibile useranno il glicerolo al posto del tossico metanolo”.

Carmilla Torrisi

Fonte: Mario Pagliaro, Istituto per lo studio dei materialinNanostrutturati del Cnr di Palermo, tel. 091/6809370, e-mail: mario.pagliaro@ismn.cnr.it
Per saperne di più: The Future of Glycerol, RSC Publishing, Cambridge (in corso di pubblicazione).

Condividi questo articolo