I negozi usano le etichette energetiche? Al via corso MDC-Legambiente

“Troppo spesso i consumatori rischiano di vedersi venduti fondi di magazzino privi di etichetta energetica, con la scusa di uno sconto o di una svendita”: così il vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo. L’associazione ha deciso di lanciare, insieme a Legambiente, un corso di formazione per verificare la presenza delle etichette energetiche nei negozi: sono uno strumento che permette di risparmiare e di alleggerire le bollette legate ai consumi dei propri elettrodomestici. Il corso si svolgerà il prossimo 6 aprile.Online c’è poi una guida su come controllare il rispetto degli obblighi di legge legati a etichette energetiche ed ecodesign.

Dopo 64 negozi di elettrodomestici visitati nell’ambito del progetto europeo MarketWatch, Legambiente e il Movimento Difesa del Cittadino organizzano il 6 aprile un corso di formazione per le associazioni di consumatori ed ambientaliste che siano interessate al tema delle etichette energetiche e del risparmio energetico in generale. Il progetto MarketWatch ha osservato da vicino frigoriferi, lavastoviglie, lampadine e altri elettrodomestici per verificare la loro aderenza alla normativa europea sull’efficienza energetica (l’efficienza dei prodotti è regolata dalla direttiva Ecodesign) e a quanto dichiarato sulle etichette. Il risultato finale non è molto confortante: secondo i dati diffusi solo qualche giorno fa, un elettrodomestico su 5 tra quelli sottoposti ai test consuma più elettricità di quanto riporta la sua etichetta e ben 18 dei 95 prodotti testati sono, a diverso titolo, fuorilegge rispetto alle norme europee sull’efficienza energetica.

“Grazie all’etichetta energetica e alla direttiva Ecodesign, già oggi risparmiamo centinaia di euro in bolletta – dichiara Francesco Luongo, Vicepresidente MDC – ma con le ultime norme approvate il risparmio stimato al 2020 per ogni famiglia è di oltre 450 euro l’anno. Questo però se le norme vengono applicate: per questo serve una pressione da parte della società civile che aiuti i negozi ad esporre correttamente le etichette e farne uno strumento sempre più usato dai cittadini per orientarsi negli acquisti. Troppo spesso infatti, pur essendo la situazione migliorata, i consumatori rischiano di vedersi venduti inefficienti fondi di magazzino privi di etichetta, con la scusa di una svendita o di uno sconto. Sono prodotti che poi, negli anni, vanno a gonfiare le bollette familiari e risultano più costosi e più energivori”. MDC spedirà a tutte le associazioni una guida gratuita su come realizzare delle visite ispettive, in un’ottica che non è quella di sostituirsi alle istituzioni ma di spronarle e sostenerle in un’attività che non è adeguatamente sostenuta dal finanziamento pubblico.

“Le due direttive da sole fanno risparmiare emissioni di CO2 in atmosfera equivalenti a 200 centrali a carbone di piccola taglia, o a 150 milioni di automobili in meno in circolazione – dichiara Davide Sabbadin, responsabile Efficienza energetica di Legambiente – è fondamentale che si continui a ottenere il massimo da questi strumenti perché non pesano sulle tasche del contribuente, aiutano ad alleggerire le bollette di tutti e, cosa non da poco, diminuiscono le importazioni di gas e petrolio del nostro paese”.

Condividi questo articolo