I POLLI? SIAMO NOI…

Un dettagliato dossier dei Verdi delle Marche. Quali verità dietro l'allarme mediatico lanciato sul virus dei polli? Cosa c'è dietro alla campagna tutta italiana per la vaccinazione di massa? Un business per le case farmaceutiche. Questo rischia di diventare l'allarme lanciato per il virus dei polli, che attualmente non ha trovato alcun riscontro nel nostro Paese.

I polli siamo noi!

La denuncia è del gruppo regionale dei Verdi che ha presentato un dossier molto accurato sull'influenza aviaria intitolato appunto “Rischi…business?”, curato da Marco Moruzzi e dal consigliere regionale Massimo Binci.

Una campagna di terrore mediatico che si sta rivelando semplicemente una strategia delle grandi industrie farmaceutiche per smaltire grandi quantità di vaccini anti-influenzali, assolutamente inadatti a contrastare questo tipo di virus.

“Occorre sottolineare come a livello mondiale ” ha precisato Marco Moruzzi dei Verdi ” secondo i dati dell'OMS su una popolazione di 4 miliardi di abitanti, sono stati accertati solamente 114 casi e 60 morti in tre anni a causa dell'influenza aviaria. Tutti concentrati in estremo oriente, dove la promiscuità ed il contatto tra uomo e polli è molto elevata e dove le condizioni igieniche sono particolarmente precarie e quotidianamente milioni di persone vengono a contatto con sangue e soluzioni organiche dei polli. Unico modo per essere contagiati”.

Coincidenze troppo strane, insomma, quelle che hanno sollevato il grande polverone dei mass media intorno ad una possibile pandemia.

Basti pensare che proprio dopo la conferenza che si è svolta a Malta dall'11 al 14 settembre 2005, promossa e finanziata da ESWI European Scientific Working Influenza ovvero un pool di sette grandi multinazionali del farmaco (tra cui Hofman-La Roche, Solvay Pharmaceuticals e Chiron Vaccines), tra gli obiettivi individuati dai promotori c'è “la vaccinazione annuale contro l'influenza di un terzo della popolazione europea, ovvero 152 milioni di individui dei 455 milioni che costituiscono la popolazione europea composta di 25 Paesi”.

Le case farmaceutiche producono vaccini e antivirali.
Dalla metà del mese di settembre in Italia ha inizio una campagna mediatica sul pericolo pandemia da influenza aviaria e la promozione della vaccinazione contro l'influenza comune.

Altra strana coincidenza la tempistica: la pericolosità del virus H5N1 verso i volatili è nota da tempo, come mai l'allarme è scattato giusto in autunno quando ha inizio la consueta vaccinazione stagionale contro l'influenza, e non in primavera? (A maggio l'OMS avvisò che il virus sta mutando rapidamente in forma molto contagiosa.)

Il vaccino contro la comune influenza invernale comunque dovrebbe essere riservato ai soggetti a rischio, categorie ben individuabili dai medici e dai medici pediatri.

In nessun altro Paese dell'Unione Europea, dove forse ancor prima dell'Italia si potrebbero verificare i rischio dell' epidemia da influenza aviaria, è stato lanciata una campagna per promuovere le vaccinazioni di massa.

In Italia, è in atto una strategia mediatica , in particolare trasmessa dalle reti televisive e radiofoniche Rai e Mediaset dove si susseguono autorevoli esperti virologi, pediatri… che raccomandano la vaccinazione preventiva contro la comune influenza.

Una vaccinazione che comunque non difenderà dal dall'influenza aviaria nel caso in cui si dovesse verificare il contagio anche all'uomo.

Tra le aziende farmaceutiche che hanno finanziato la conferenza di Malta c'è la Chiron Vaccines che ha una divisione in Italia, a Siena.

Nel sito dellaChiron si trovano le raccomandazioni dello stesso virologo intervistato dal TG2 il 24 settembre u.s. che consiglia le vaccinazioni a tutta la popolazione: “pur non avendo un'azione diretta nei confronti di un virus pandemico, è infatti certo che nell'eventualità di una pandemia l'infezione contemporanea da virus normale e da virus aviario renderebbe l'infezione molto più pericolosa per l'uomo. E' quindi indispensabile usare il vaccino normale sul più ampio numero di soggetti possibili per evitare la coesistenza e la coinfezione da parte dei due virus”.

Strane coincidenze e…conoscenze.

Tante catastrofi ma differente impegno

Dal 2002 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un altro allarme: la situazione catastrofica della qualità dell'aria.

L'inquinamento da polveri fini nell'ambiente urbano è responsabile ogni anno di circa 100.000 morti (e 725.000 anni di vita persi) nella sola Europa.

L'inquinamento atmosferico rappresenta in Europa il principale fattore di rischio ambientale, complessivamente l'ottava causa di morte più importante.

Negli stessi giorni dell'allarme influenza aviaria (3 ottobre 2005), in India sono morti 400 bambini di encefalopatite per mancanza di dosi di vaccino.

Nell'estate 2003 morti per caldo

Eppure nessun seguito hanno avuto tali allarmi, non sono neanche passati nei TG.
Che strano…


Fonte: www.greenplanet.net/modules.php?op=modload&name= News&file=article&sid=12024

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