I VETRI VENEZIANI

Saranno stereotipi ma di Venezia si citano sempre le stesse cose: Piazza San Marco, le gondole, il Carnevale, il Festival, le calli e… il vetro veneziano. Se un primo documento scritto relativo all'arte vetraria veneziana risale al 982, dal 1279 molti altri testi riferiscono di come questa attivita' si concentrasse a Murano, e precisamente lungo quel Rio dei Vetrai dove, ancora oggi, ci sono le fornaci piu' antiche.

 Gli splendidi vetri di Murano, dai servizi da tavola ai lampadari, fino alla piu' recente oggettistica, sono tuttora ricercati ornamenti per le nostre case, per impreziosire una sala da pranzo o una tavola nelle occasioni importanti, o semplicemente per il valore intrinseco di questi capolavori di vetro. E questo perche' si tratta di un'arte antica, unica nella sua perfezione e che ha saputo attraversare i secoli. Vediamone insieme qualche passaggio importante.

XIV secolo
In quest'epoca lampade, bottiglie, bicchieri e tutto quanto di piu' raffinato si possa produrre col vetro viene ancora esclusivamente dalle vetrerie veneziane.
- 1450 Angelo Barovier, membro di un'antica famiglia di Murano, crea un vetro incolore, talmente puro che venne chiamato “cristallo”; pare che sempre al Barovier si debba l' invenzione del “lattimo” e del “calcedonio”: il primo e' un vetro bianco opaco, il secondo e' una pasta vitrea ad imitazione del calcedonio naturale.

XVI secolo
Il 1500 e' il periodo piu' importante per l'arte vetraria. I vetrai migliorano i materiali e perfezionano le tecniche per produrre e decorare raffinati soffiati. Esteticamente anche le forme cambiano, si fanno piu' essenziali, meno pesanti. E' anche l'epoca del cosiddetto privilegio, ovvero una specie di antenato del moderno brevetto, che, per un periodo determinato, protegge il vetraio che ha introdotto qualche novita' tecnica nella produzione e decorazione del vetro (tecniche utilizzate ancora oggi come la filigrana “a retortoli” e “a reticello” e il graffito a punta di diamante).
- 1527 Filippo Serena riceve il privilegio per l'introduzione della “filigrana a retortoli”, una tecnica che consente di decorare le pareti del cristallo con un motivo a fasce parallele di fili intrecciati a spirale, di vetro colorato o di lattimo.
- 1549 Vincenzo d'Angelo ottiene il privilegio per la tecnica di decorazione graffita a punta di diamante per specchi e soffiati. Con questa lavorazione si ottiene l'effetto di un fine merletto.

XVII secolo
Nonostante le autorita' vigilassero affinche' le tecnologie non venissero esportate all'estero, maestri e apprendisti emigrarono in tutta Europa e presto l'arte vetraria veneziana si diffuse un po' ovunque. La conseguente concorrenza porto' alla crisi della 'scuola' muranese.

XIX secolo
E' nel 1800 che si comincia a parlare di ripresa, una ripresa segnata da alcune date importanti. Il livello tecnico raggiunto in questo secolo, costituira' poi la base per la produzione vetraria odierna.
- 1861, grazie al comune di Murano e all'Abate Vincenzo Zanetti vengono istituiti il Museo Vetrario e la Scuola di disegno per vetrai.
- 1871, dopo almeno due millenni, Vincenzo Moretti riesce a recuperare la tecnica di produzione delle “murrine” romane; si tratta di una tecnica antica, precedente alla soffiatura, che, grazie alla fusione di tessere monocrome o di sezioni di canna vitrea policroma, consente di produrre vetri coloratissimi.

XX secolo
In quest'epoca la produzione vetraria e' attenta allo svilupparsi delle diverse correnti artistiche e del design contemporaneo. Cosi', accanto ad un artigianato sempre piu' 'aggiornato' e sofisticato, molti artisti si sono lasciati affascinare dalla duttilita' e dalla trasparenza del vetro, realizzando vere e proprie opere d'arte, come le sculture in vetro massiccio.

Fonte: casa dolce casa

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