Ici, ora si parla di riduzione

La questione aveva infiammato gli ultimi giorni di campagna elettorale. Ora torna in primo piano, con toni più attenuati e da un'altra sponda politica. Era stato Silvio Berlusconi ad annunciare l'abolizione dell'Imposta comunale sugli immobili relativa alla prima casa. E se Romano Prodi è più cauto, parla comunque di “una effettiva riforma della finanza locale”, volta a “ridimensionare il ruolo dell'Ici come principale fonte di finanziamento dei Comuni”.

Non abolizione, dunque, ma riduzione, grazie a risorse reperite sempre all'interno del sistema fiscale. Si parla infatti di una partecipazione dei Comuni all'Iva, Imposta sul valore aggiunto, e all'Ire, Imposta sul reddito. Quest'ultima potrebbe essere coinvolta anche da una seconda operazione: agendo sull'addizionale, la quota destinata cioè alla Regioni.

Sulle misure di copertura Prodi non si è ancora espresso direttamente. Sulla riduzione della tassazione sulla prima casa, invece, è stato chiaro al termine dell'incontro tenuto oggi con i sindaci di Napoli, Rosa Russo Iervolino, Torino, Sergio Chiamparino, e Roma, Walter Veltroni. Proprio dal primo cittadino della capitale erano arrivate le prime anticipazioni, confermate oggi al termine del confronto. “L'aliquota Ici sulla prima casa ” ha dichiarato – verrà ridotta, a partire dal 2007, dal 4,9 al 4,7 per mille a Roma e nei comuni del Lazio, e il sistema delle agevolazioni verrà ampliato, con l'obiettivo di estenderlo fino a farne beneficiare 250.000 famiglie contro le attuali 50.000″.

Immediata la reazione della Casa delle libertà che ha puntato il dito contro un atteggiamento fazioso che, dopo aver criticato la proposta di Berlusconi per convenienza politica, avrebbe finito per farla propria. La difesa dei sindaci passa per un'argomentazione comune: si può agire sull'Ici solo se, al contempo, si prevedono delle coperture. “Non agiamo nell'ottica di una promessa elettorale” ha chiosato polemicamente Rosa Russo Iervolino.

Nella stessa direzioni erano andate ieri le dichiarazioni del sindaco di Firenze, nonché presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani, Leonardo Domenici: “Occorre una riforma delle fiscalità locali, con imposte sostitutive dell'Ici, cercando soluzioni che tengano conto della necessità di reperire finanziamenti per garantire i servizi essenziali alla cittadinanza”.

Fonte: Mia Economia

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