Ici, possibili rincari in arrivo

I proprietari di uffici privati potrebbero trovarsi a fare i conti con un'ondata di rincari sull'Ici. E se l'entità dei rialzi è ancora tutta da verificare, la cosa certa è che l'Agenzia del Territorio provvederà, in 904 comuni italiani, all'integrazione delle tariffe d'estimo: il valore di base, cioè, di ogni singolo vano di un'unità immobiliare da cui si parte per il calcolo dell'Imposta comunale sugli immobili. L'integrazione, spiega Antonio Iovine, responsabile dell'Area servizi catastali della Direzione centrale dell'Agenzia del Territorio, “riguarderà, nel 97%-98% dei casi, gli uffici privati e i comuni coinvolti sono quelli in cui tale categoria non compariva nei quadri tariffari del catasto”.

 

Si tratta cioè di Comuni in cui, fino a qualche tempo fa, immobili di questo tipo erano pressoché assenti e così il valore delle poche unità esistenti veniva calcolato per comparazione: con strutture dello stesso tipo in comuni vicini o con strutture dello stesso territorio, paragonabili per valore. C'è chi parla di rincari che potrebbero raggiungere anche il 15%: la differenza, cioè, che normalmente esiste in catasto tra le varie classi di una stessa categoria. Secondo l'ingegner Iovine, però, la valutazione non è corretta: “Si tratterà solo di piccoli arrotondamenti, visto che le precedenti comparazioni erano state fatte correttamente”.

Un'interpretazione che trova solo parzialmente d'accordo il presidente dell'Asppi, Associazione piccoli proprietari immobiliari. “I rincari – spiega infatti Luigi Ferdinando Giannini ” ci saranno. Pensiamo ad esempio agli alloggi residenziali poi adattati ad uffici. Ma anche a quegli immobili che, con progetti di ristrutturazione, hanno aumentato il loro valore”. Ma il dito dell'Asppi non è puntato contro la procedura in sé che, continua il presidente, “vuole solo adeguare e correggere valori che non rispecchiano il mercato”.

Il problema è a monte, avverte Giannini: “L'Ici è una tassa ingiusta che fa gravare sui proprietari immobiliari più del 50% delle risorse con cui i Comuni fanno fronte alle proprie spese. In questo modo, invece di ridimensionare il suo impatto, lo si rende ancora più gravoso”. In ogni modo, gli effetti dell'integrazione non dovrebbero farsi sentire prima del 2007 e, secondo Giannini, i tempi potrebbero farsi anche più lunghi ” se si deciderà di aprire dei contenziosi”.

Alice Cercone

Fonte: Mia economia

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