Il Dalai Lama in Italia: «La mia visita non è politica»

Ore e ore di meditazione, nella suite del Principe di Savoia, storico albergo del centro. Così il Dalai Lama ha trascorso la sua prima giornata a Milano, tappa iniziale di un viaggio che poi toccherà anche Udine e Roma. Arrivato in Italia per via dell'invito per l'incontro organizzato dall'associazione dei Nobel per la pace di Mikhail Gorbaciov, che vedrà a Roma, il Dalai Lama Tenzin Gyatso ha detto che lo scopo principale della sua visita «è la valorizzazione del valore umano, in particolare il concetto di compassione», spiegando che il secondo scopo per il quale è venuto in Italia è per tenere anche alcuni incontri interreligiosi e alcuni insegnamenti pubblici su invito dei centri buddisti italiani.

 Ma difficilmente il presidente del Consiglio, Romano Prodi, potrà ricevere il Dalai Lama: il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha concesso la prestigiosa “Sala della Lupa” alla Camera dei Deputati (ma non l'Aula).

In ogni caso, il Dalai Lama aprirà la prima sessione del summit dei premi Nobel per la Pace che si terrà a Roma dal 13 al 15 dicembre e che quest'anno sarà dedicato a “The Next Generation” e si aprirà in Campidoglio con la consegna del Peace Summit Award, a George Clooney e Don Cheadle, uomini di pace del 2008, da parte del sindaco di Roma Walter Veltroni. I premi Nobel che interverranno sono – oltre a Gorbaciov e al Dalai Lama stesso – Mairead Corrigan Maguire, Mohammed Yunus, Lech Walesa, Betty Williams, Mons. Philipe Ximenes Belo, John Hume. Affronteranno vari temi dell'impegno per la pace, affronteranno vari temi: dalle emergenze contemporanee come quelle del Darfur, dell'Aids e della tubercolosi multiresistente, ai diritti negati, alla schiavitù minorile, agli scenari futuri dove ripensare una nuova etica per un mondo in cui sviluppo sostenibile e accesso ai beni primari siano un diritto di tutti.

Incontrando la stampa a Milano, il Dalai Lama ha dichiarato: «La natura della mia visita non è politica e non voglio creare inconvenienti per lo Stato e le autorità. Voi lo sapete meglio di me, io sono soltanto un visitatore straniero». E aggiunge: «Vorrei andare anche in Tibet e in Cina, ma dicono che sono un nemico del popolo e ormai mi vedono così anche quelli che m'incontrano, da Bush alla Merkel».

Arrivato mercoledì mattina a Malpensa, accompagnato da otto monaci, il capo religioso tibetano ha rispettato ritmi e riti “casalinghi”, in un albergo presidiato dalle forze dell' ordine che vigilano anche su altri ospiti illustri, come il presidente greco Karolos Papoulias, che riceverà la cittadinanza onoraria. Ha incontrato alcuni aderenti ai centri buddisti in questa prima giornata, mentre l'agenda dei prossimi giorni si presenta ben diversa, abbastanza fitta. è stata dedicata a una serie d'incontri con alcuni imprenditori, tra cui Angelo Moratti e Franca Sozzani, e il presidente della Provincia Filippo Penati e il cardinale Dionigi Tettamanzi. E poi, venerdì incontrerà il governatore Roberto Formigoni e, domenica 9 dicembre al Palasharp, il sindaco di Milano, Letizia Moratti. E questo nonostante l'irritazione del governo cinese, che non gradisce appuntamenti politici con la massima autorità religiosa buddista, che è anche capo del governo tibetano in esilio. Tanto che la stampa di Hong Kong attribuisce alla decisione del Papa di non ricevere il Dalai Lama una certa distensione nei rapporti fra Pechino e il Vaticano, dopo l'apertura di un possibile confronto per la libertà dei preti cattolici.

Queste scelte e quelle che riguardano la visita a Roma hanno provocato polemiche. «Sono indignato per il balletto del “ricevo e non ricevo” da parte delle nostre istituzioni verso il Dalai Lama. E tutto questo solo perchè si ha paura di una reazione del governo cinese…» è stato il commento di Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty International.

Intanto, sono più di ottomila le persone che incontreranno il Dalai Lama al PalaSharp di Milano. Sono praticamente esauriti i biglietti per partecipare all'evento “La via della Pace interiore” che si svolgerà da venerdì a domenica al palazzetto di Lampugnano. Proprio domenica pomeriggio ci sarà il momento clou quando, durante la grande festa per il diciottesimo anniversario della consegna a Tenzin Gyatso il premio Nobel per la pace, il Dalai Lama terrà una conferenza pubblica sulla pace e la non violenza.

Più o meno alla stessa ora l'Unione dei giovani ebrei d'Italia ha organizzato a Milano una preghiera per la libertà religiosa nel mondo a cui hanno già aderito cristiani, musulmani e buddisti.

Fonte:L'Unità

Pubblicato da:  fiore

Condividi questo articolo