Il danno non è "light"

L'aspetto del pacchetto e le scritte continuano a confondere i consumatori, inducendoli a pensare che alcuni tipi di sigarette siano meno pericolosi di altri.

Non esistono sigarette meno dannose per la salute di altre, eppure scritte come “light”, “smooth”, “silver”, immagini dei filtri a carbone e i colori più tenui fuorviano ancora i consumatori. Lo hanno verificato in Canada, dove i ricercatori dell'Università di Waterloo hanno condotto uno studio su oltre 600 adulti, metà dei quali fumatori. I risultati, pubblicati dal Journal of Public Health, mostrano che l'aspetto del pacchetto è determinante nella valutazione del livello di pericolosità del fumo per la salute.

Nove coppie di pacchetti che differivano per un solo particolare ( come per la scritta “silver” o “full-flavour”, “smooth” o “regular”, “light” o “ultralight”, per il colore azzurro o blu, bianco o grigio, o ancora per l'immagine di un filtro a carbone) sono state mostrate ai volontari reclutati in un centro commerciale. La maggior parte degli intervistati ha dichiarato di considerare le scritte “smooth” e “silver” indicative di una minore pericolosità rispetto a “regular” e “full-flavour” (rispettivamente nell'80 e nel 73 per cento dei casi). Allo stesso modo, il 79 per cento degli individui ha pensato che il pacchetto azzurro contenesse sigarette meno nocive rispetto a quello blu, così come quello con l'illustrazione del filtro a carbone (76 per cento). Infine, l'idea di un sapore meno deciso è stata associata a un minor contenuto di catrame e a un rischio inferiore per la salute. Sono stati soprattutto i fumatori e, in particolare, coloro che consumano sigarette “light” o “mild” a rimanere ingannati dalle scritte e dalle altre caratteristiche del pacchetto.

La crescente consapevolezza dei rischi associati al fumo ha messo da tempo in allarme le compagnie produttrici di tabacco, che spesso cercano di convincere i fumatori che alcuni tipi di sigarette siano meno dannosi di altri proprio rendendo più attraenti i pacchetti. Per questo motivo già più di 50 paesi hanno proibito l'utilizzo dei termini “light”, “mild” e “low tar” (a basso contenuto di catrame) sulle confezioni. “Tutte le sigarette sono ugualmente pericolose, indipendentemente dal tipo di filtro, dal colore del pacchetto o da quello che c'è scritto sopra”, ha sottolineato David Hammond, uno degli autori dell'articolo: “Queste tattiche danno ai consumatori un senso di sicurezza che in realtà non esiste”. Per vincere questa battaglia sarebbe, quindi, necessario rendere i pacchetti meno attrattivi, soprattutto per i giovani; confezioni standard, che differiscano solo nella marca riportata, potrebbero essere una soluzione a questo problema. (si.sol.)

Fonte: doi:10.1093/pubmed/fdp066

galileonet.it

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