Il lato nero dell'economia italiana

Il sommerso non tende a diminuire, anzi. Nel solo settore dell'agricoltura, ricorda la Cgil, l'incidenza del lavoro nero è stimata intorno al 60% delle ore lavorate. Nell'edilizia poi, lavoro nero riguarderebbe il 16% degli addetti. E sono quasi sei milioni le posizioni irregolari registrate nel 2005, 286mila in più rispetto all'anno precedente.

In entrambi i settori è rilevante la presenza di lavoratori stranieri e la loro presenza sale ogni anno, sono 150mila quelli iscritti alle casse edili mentre sono oltre 250mila in agricoltura costituendo quasi il 25-30% del lavoro agricolo complessivo. I dati sono stati illustrati nel corso del convegno, promosso dai sindacati di categoria degli edili (Fillea) e dell'agroindustria (Flai) e dalla Cgil nazionale, sul lavoro sommerso nei due comparti produttivi. “è una battaglia che può essere combattuta – ha sottolineato il segretario generale della Fillea Franco Martini – i primi provvedimenti economici del Governo sono convincenti e noi li abbiamo apprezzati; bisogna insistere nella lotta al lavoro nero connettendo questa con la lotta contro gli infortuni, perché sono le due facce di una medaglia. Noi combattiamo contro questi due fenomeni per affermare il valore e la dignità dei lavoratori”.

“In questo momento in Italia 350mila lavoratori agricoli si trovano nella stessa condizione che è stata denunciata in Capitanata – ha affermato il segretario generale della Flai Franco Chiriaco – questa economia virtuale, o se si vuole informale, che è stata voluta dal precedente Governo, sta portando una massa incredibile di lavoratori extracomunitari a non venire registrati dalle imprese e tenuti con forme di schiavitù. Dobbiamo invertire questo processo – ha insistito Chiriaco – partendo dalle associazioni agricole, dalle imprese che in questa fase, a nostro parere, sono le maggiori responsabili di quanto sta accadendo. Sono imprese che denunciano di non avere forza lavoro ma ottengono risorse pubbliche incredibili, l'indice di congruità che ha fissato il Governo potrebbe garantirci che queste aziende producano e abbiano manodopera”.

Fonte: Mia Economia

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