Il master è una moda?

Ora che si è consolidato il percorso delle lauree brevi ci chiediamo se questo calo di “professionalità” nel conseguimento di un titolo di laurea, non favorisca ancora di più il proliferarsi dei master che da un calcolo approssimativo già raggiungono in Italia oltre i mille per anno.

 Non sarebbe bene che la sola università se ne assumesse il carico favorendo la possibilità per i giovani provenienti dalle lauree brevi di accedere a corsi specialistici di concerto con il mondo imprenditoriale localmente espresso? La verità è che questi master così come sono oggi articolati sono per lo più sedicenti. Ci sono master che durano un solo giorno ed altri interi mesi a tempo pieno o si svolgono di sera o due o tre giorni la settimana o per i fine settimana. In pratica i giovani che vi aderiscono dovrebbero diventare in un week-end esperti di logistica, personal trainer e practitioner. Ora ci sono anche i master di economia domestica, per coppie in crisi, per gli aspiranti sposi, per chi vuole cambiare sesso o ne fa troppo e via di questo passo. Di là delle stravaganze che hanno i loro limiti e si giudicano da sole si avverte la necessità che vi sia una autorità indipendente che sia in grado di valutare la serietà del master e di certificarne la loro validità ai fini didattici e di accesso al lavoro. Per essere, se non altro, un po' più rispettosi non tanto e non solo del mercato ma anche e soprattutto degli utenti e delle famiglie che ne pagano il prezzo.

Fonte: http://fidest.wordpress.com

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