Il ministero della Salute sospende la vendita di 126 acque minerali

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'elenco delle acque a cui è stata revocata l'autorizzazione al commercio perché non conformi alla nuova Direttiva Europea

Il ministero della Salute ha sospeso l'autorizzazione alla vendita per 126 acque minerali. Il clamoroso provvedimento e l'elenco delle marche fuori legge sono contenuti sulla Gazzetta ufficiale n. 305 del 30 dicembre 2004. Le aziende imbottigliatrici avrebbero dovuto produrre, entro ottobre, i certificati con le analisi conformi alla nuova Direttiva europea 2003/40, fornendo i dati relativi alla presenza di antimonio, arsenico e manganese.
Non tutti lo hanno fatto e in 115 sono finiti nell'elenco delle acque sospese per mancato invio delle certificazioni. In tale elenco troviamo, limitandoci a quelle più note: Camorei di Borgo San Dalmazzo, Canay di Murialdo (Savona), Aurora, Feja e Lavagello di Castelletto d' Orba (Alessandria), Benaglia di Lazise (Vercelli), La vittoria di Courmayeur (Aosta).
Peggio è andata alle 11 acque per cui il Consiglio superiore di sanità ha espresso «parere non favorevole in merito alle analisi chimiche» poiché «non può ritenersi garantita la tutela della salute dei consumatori» e ha provveduto a sospendere i relativi decreti di riconoscimento.
La mannaia è caduta sulle seguenti acque: Fonte Garbarino di Lurisia e Nevissima di Vinadio (Cuneo), Diamante di Codrongianos (Sassari), Fontealta di Roncegno (Trento), Giulia di Anguillara (Roma), La Francesca di Rionero in Vulture (Potenza) e Virginia di Prata Camportaccio (Sondrio). Per queste il decreto parla di «valore del parametro arsenico superiore al limite previsto dalla normativa vigente». Inoltre sono state bloccate, per valori di manganese oltre i limiti,San Lorenzo di Bognanco (Novara), San Paolo di Roma, San Pietro di Roma e Sanfaustino di Massa Martana ( Perugia).
Provvedimenti importanti, che servono a tutelare la salute pubblica e che i consumatori attendevano da molto tempo. Ma che, proprio perché svelano la nocività di alcune sostanze presenti in acque minerali di larghissimo consumo, lasciano aperto un dubbio inquietante: per quanto tempo abbiamo bevuto, senza saperlo, acqua che può aver causato danni alla nostra salute?
Fonte: www.ageingsociety.com

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