Il paniere dell'Istat si rifà il look

Cambiano le abitudini di consumo degli italiani e l'Istat riadatta il paniere 2006 con cui viene misurato l'andamento dell'inflazione. Nella lista entrano dieci nuovi prodotti e ne escono otto.

 Dentro: ricotta, formaggio stagionato a pasta filata, formaggio stagionato di produzione locale, ananas, latte in polvere per neonati, pigiama da donna, felpa da bambino, jeans da bambino, apparecchio ortodontico, bed and breakfast. Escono invece otto prodotti: brie, provolone, caciocavallo, tessuto per donna, tessuto per uomo, body donna, noleggio videocassette e bigiotteria.

Il nuovo paniere aggiornato, e composto come nel 2005 da 562 voci di spesa, entrerà in vigore venerdì prossimo, 3 febbraio, quando l'Istat diffonderà le stime rlativi all'inflazione per il mesi di gennaio.
Ma nel cambiamento di look sono state apportate anche complete ristrutturazioni di alcune importanti voci. A cominciare dai “trasporti ferroviari”: la posizione è stata articolata in “trasporti ferroviari nazionali” e “trasporti ferroviari regionali”. Stessa modifica per i ” personal computer”, articolati “personal computer: unità centrale” e “personal computer: periferiche”. La voce “ortaggi” comprenderà invece 21 tipi di prodotti, mentre la frutta ne farà riferimento a 16. Inoltre, i servizi finanziari sono stati sintetizzati in base alla complessità del mercato e molte posizioni sono state assorbite. In particolare “carta di credito”, “cassetta di sicurezza”, “spesa per la tenuta di conto corrente”, “custodia titoli”, “negoziazione titoli” e “servizi di Bancoposta” sono state assorbite da “servizi di deposito, incasso e pagamento” e “altri servizi finanziari”.

Per molti altri prodotti – spiega l'Istat – la cui importanza all'interno della spesa della famiglia è particolarmente rilevante, come la benzina o l'energia elettrica, la scelta della posizioni rappresentative non pone invece particolari problemi di selezione. In atri casi, è stato necessario invece individuare particolari campioni di prodotti. Ad esempio, per misurare la dinamica dei prezzi della voce di prodotto pesci surgelati, vengono seguiti i prezzi delle posizioni rappresentative filetti di platessa surgelati, bastoncini di pesce surgelati, nasello surgelato, prodotti largamente rappresentativi delle spese delle famiglie.

Il paniere tiene anche conto del criterio del peso medio, secondo il quale maggiore è il peso di una voce di prodotto sul totale dei consumi delle famiglie, maggiore deve essere il numero delle posizioni rappresentative che contribuiscono a misurare l'evoluzione dei prezzi. In particolare, nel calcolo dell'indice dei prezzi al consumo sette capitoli registrano un incremento del loro peso relativo: si tratta di abitazione, acqua, energia e combustibili, servizi sanitari e spese per la salute, trasporti, comunicazioni, ricreazione e cultura, istruzione ed altri beni e servizi. Gli altri capitoli – sottolinea l'Istat – evidenziano invece una contrazione del loro peso. In termini assoluti, la diminuzione più rilevante ha interessato la voce “prodotti alimentari e bevande”, scesa di quattro decimi di punto (-2,5%) rispetto all'anno precedente. Altre voci in calo: bevande alcoliche e tabacchi (-4,5%), abbigliamento e calzature (-1,5%), mobili (-1,7%) e servizi ricettivi e di ristorazione (-1,5%).
Per quanto riguarda le varie tipologie di consumo, l'Istat segnala che il peso dei beni energetici è aumentato del 2,6% (+6,4% energetici regolamentati, -0,2% altri energetici).

Altra novità di quest'anno riguarda il numero dei comuni capoluogo di provincia che partecipano al calcolo dell'indice nazionale che passano da 87 nel 2005 a 86, con la copertura in termini di popolazione provinciale che diminuisce dal 91,1% al 90,2%.

Infine, i punti vendita coinvolti nell'aggiornamento della rilevazione mensile per il 2006 passano da 39mila del 2005 a 40mila, ai quali si aggiungono circa 10mila abitazioni interessate alla rilevazione degli affitti. Nel complesso quindi, salgano da 370mila a circa 400mila le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese.

Fonte: Mia Economia

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