Il sit-in dei genitori separati "Date le pagelle anche a noi"

Manifestano a Roma i coniugi non affidatari: “Vogliamo la garanzia di poter avere notizie complete sui ragazzi a scuola. La legge italiana è arretrata”



di CINZIA SGHERI

Hanno dato vita a un sit in a Roma davanti al Ministero dell'Istruzione. Il movimento per i diritti civili dei figli di genitori separati – formato dalle associazioni “Figli negati” e “Papà separati” – ha manifestato sotto le finestre del ministro Letizia Moratti armato soltanto di una maglietta con sopra scritto “Papà c'è ma non per la scuola”: chiede di ottenere per i genitori separati non affidatari la possibilità di ricevere le pagelle dei propri figli.
Per conquistarsi il diritto di partecipare alle faccende scolastiche dei figli, molti di loro hanno intrapreso lunghe e costose battaglie legali, altri sono rimasti in disparte e in silenzio per anni. Già nell'ottobre del 2004 infatti, le associazioni avevano consegnato al ministro Moratti una lettera aperta per chiedere che a tutti gli istituti scolastici italiani di ogni ordine e grado fosse inviata una circolare con l'autorizzazione a consegnare le pagelle scolastiche dei propri figli anche ai genitori non affidatari. Del resto un precedente c'è già, ed è la circolare con la quale, nel gennaio del 2000, il Provveditorato agli studi di Napoli ha comunicato a tutti i dirigenti scolastici degli istituti di Napoli e provincia di assicurare ai genitori degli alunni, separati e non conviventi non affidatari, ogni diretta e completa notizia sulle vicende scolastiche dei propri figli.
Ma nonostante le rassicurazioni del direttore generale, l'Armata dei padri lo scorso anno non ha ottenuto nessuna risposta ufficiale.
“L'Italia è ibernata rispetto alle altri nazioni in materia di diritto di famiglia – dichiara Giorgio Ceccarelli, presidente dell'associazione Figli negati – ma il diritto dei figli ad avere due genitori è inviolabile, anche quando i genitori si separano”. Per sostenere la loro richiesta, Figli negati e Papà separati mettono mano anche al Codice Civile e citano nella lettera al ministro Moratti alcuni articoli, tra i quali il 317 (“la potestà comune dei genitori non cessa quando, a seguito di separazione, di scioglimento, di annullamento, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, i figli vengono affidati ad uno di essi”) e il 317 bis (“il genitore che non esercita la podestà ha il potere di vigilare sull'istruzione, sull'educazione e sulle condizioni di vita del figlio minore”).

Insomma, vogliono esserci per i loro figli anche nella scuola e proprio alla scuola chiedono di aiutarli a ricucire vecchi strappi, in considerazione del fatto che almeno il 40% dei bambini che frequentano la primaria sono figli di separati.
(15 settembre 2005

Fonte:Repubblica.it

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