Il tempo è denaro (e ve lo dimostro)

di Carmen Rettore, settembre 2002

Molti di voi avranno riconosciuto dalle figure contenute in questa pagina l'iconografia degli archetipi maya e l'espressione grafica dei numeri: la notazione punto-barra. Ma di quali Maya stiamo parlando? Quelli dell'archeologia le cui affascinanti rovine videro la luce alla fine dei secolo scorso per merito degli americani Stephens e Catherwood o quelli che gli antropologi definiscono come una stirpe di Indiani d' America che, circa 5-7000 anni fa, occupò l'area corrispondente all'attuale Messico e America Centrale?
I Maya, passati alla storia come popolo misticamente esaltato e con l'ossessione dei tempo tanto da lasciare piramidi e templi finemente scolpiti e dai quali furono agevolmente desunti avvenimenti datati millenni; i Maya che con il loro sistema vigesimale (su base venti) non si servirono mai dei sistema decimale conosciuto in altre parti dei mondo e furono probabilmente i primi a servirsi del concetto di zero.
Mi occuperò invece dei Maya come una razza di provenienza galattica, se non come patrimonio genetico, almeno in termini di livello e tipo di conoscenze. Custodi del giorno, viaggiatori dei tempo, hanno lasciato la traccia della nostra origine galattica (ma questo é un altro discorso: alla prossima puntata) in quello che fortunatamente é passato per uno degli almeno 17 calendari usati dal popolo maya: lo Tzolkin (vediNEXUS nr. 26), calendario rituale o ciclo di 260 giorni, modulo armonico formato da 20 archetipi per 13 numeri (o toni o vibrazioni). Numeri espressi appunto con la notazione punto-barra che ci riconduce immediatamente all'alfabeto Morse che altro non è che un codice di comunicazione, così come comunicazione (in)formazione sono anche, e soprattutto, i numeri.
Dai soliti scienziati americani riceviamo la recente scoperta: tutte le informazioni che arrivano al nostro cervello, quindi suoni, colori, odori, parole, eccetera, per essere decodificate sono trasformate in archetipi e numeri. Il numero, proprietà risonante della mente, é l'archetipo-matrice dal quale deriva il surrogato-parola. Il numero non esprime solo una quantità ma soprattutto una qualità. Insisto: i numeri sono informazione, comunicazione.
Nella primavera del 2000, durante un viaggio di studio in Germania, noto che sulle banconote dei marchi tedeschi (DM) sono stampigliati in bella vista i numeri maya.
Tornata in Italia, inizio e porto a termine una ricerca dai risultati sorprendenti. Ora capirete perché pazientemente ho aspettato a comunicarne i risultati, cioè ho atteso che i DM andassero fuori corso, cosa che é avvenuta contemporaneamente con la nostra lira il primo gennaio scorso con la nascita dell'euro. Tra il 1989 ed il 1991 la Deutsche Bundesbank aveva provveduto a stampare una serie, con tagli diversi, di nuove banconote di marchi tedeschi. In questa sede prenderò in esame le banconote da 10 e da 100 marchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Osservate attentamente la banconota da 100 (circa 100.000 vecchie lire): vicino al numero arabo 100, che esprime la quantità, vi é nettamente stampigliato con la notazione punto-barra maya il numero 11 (due barre con un punto sopra) e proprio sulla parte di banconota che tutti, stranieri e analfabeti compresi guardano, cioè «quanto vale».
Sapete cosa comunica in maniera subliminale il numero 11, chiamato tra gli addetti ai lavori anche il numero «spettrale» o della dissolvenza? «Fai sparire questa banconota, dissolvila, in altre parole spendila!»
Proseguendo nella mia indagine, nel taglio da 10 marchi troviamo in bella mostra il numero 6, detto anche «ritmico» (una barra con un punto sopra) che furbescamente comunica a chi lo guarda: «Animo! Tieni il ritmo costante e arriverai al 100! ». & lt;BR>Perfetto e molto pertinente anche il numero 7 impresso sulla banconota da 50: ricordo che 7 è a metà tra 1 e 13 (una creazione completa) e 50 è a metà tra 1 e 100. Per finire, un incredibile messaggio numerico massonico veicola la banconota da 1.000 DM (valore circa 1 milione di vecchie lire).
Ah, dimenticavo: il 1989, dunque mese più o mese meno contemporaneamente all'introduzione delle nuove banconote, é stato il periodo in cui il marco tedesco è schizzato da 700 a 1.400 lire, assestandosi poi sulle (quasi sempre stabili) mille lire. Coincidenza? Caso? Il caso non esiste: ciò che noi sperimentiamo come caso (o caos) é solo il perfetto ordine sincronico nel quale siamo immersi. Quali sono i messaggi contenuti negli euro?

Carmen Rettore – mcrettore@libero.it
Tratto da NEXUS nr.40

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