IMMIGRAZIONE. La metà è donna. E aumentano i matrimoni misti

Le donne rappresentano circa la metà della popolazione immigrata in Italia. E un matrimonio su dieci è misto: dal 1992 al 2004 i matrimoni misti sono stati circa 226.000.

Le donne rappresentano la metà della popolazione immigrata in Italia. Svolgono una funzione di mediazione esistenziale, di ridefinizione della posizione all'interno della famiglia, di collegamento fra la cultura di origine con la cultura di accoglienza e di mediazione fra la famiglia e la società. E sono in aumento i matrimoni misti: circa 32 mila nel 2004, incidono per il 12,1% sul totale dei matrimoni celebrati in Italia. Sono i dati resi noti dai responsabili del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes nel corso del convegno “Donne in cerca di futuro. Le donne immigrate a Roma: quali percorsi di cittadinanza?”, che si è svolto oggi a Roma.

Le donne sono una componente essenziale del fenomeno migratorio. Già negli anni Settanta, quando l'Italia inizia a diventare paese di immigrazione, le donne erano coinvolte in alcuni dei primi flussi migratori. All'inizio degli anni Novanta si riscontrava ancora un notevole scarto (le donne erano il 40% rispetto al 60% degli uomini) ma la situazione in seguito si è modificata anche per la stabilità dell'insediamento e per il protagonismo femminile nella regolarizzazione del 2002: adesso dunque, su una popolazione di cittadini stranieri regolari stimabile in circa ai tre milioni e mezzo all'inizio del 2007, si riscontra una situazione di equilibrio tra uomini e donne, le quali in qualche regione e in molte province costituiscono la maggioranza delle presenze.

Considerando il territorio di insediamento, le donne sono la maggioranza nel Centro e nel Sud, soprattutto in cinque regioni: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania. Ma sono maggioranza anche in Liguria e in Sardegna nonché in 42 capoluoghi di provincia di altre regioni. L'Italia si caratterizza per il policentrismo delle nazionalità di provenienza. Sono 40 i gruppi nazionali nei quali l& apos;incidenza delle donne supera il 70% e numerosi quelli nei quali la loro percentuale si colloca al di sopra dell'80%: ai primi posti Estonia, Kirghizistan, Namibia, Lettonia, Thailandia, Uzbekistan, Mongolia, Ucraina, Turkmenistan, Lituania, Tonga, Cuba, Russia, Bielorussia, Trinidad e Tobago, Kazakistan. Non mancano però gruppi nazionali a prevalente tradizione musulmana, nei quali la percentuale delle donne è inferiore al 30% (Sudan, Liberia, Senegal, Maldive, Egitto, Algeria, Pakistan, Gambia, Bangladesh, Belize, Bhutan, Libia, Emirati Arabi Uniti, Palestina, Tunisia, Burkina Faseau, Iraq, Giordania).

Per provenienza continentale le donne rappresentano la maggioranza da America, Europa e Oceania, nonché da Africa Orientale e Asia Orientale. Nel caso invece dell'Asia e dell'Africa la maggioranza dei soggiornanti è costituita da uomini, con valori tra il 70 e il 90% per l'Africa Subsahariana (un immigrato su dieci proveniente dal Senegal è donna), il Maghreb (è donna un immigrato ogni 6 per Algeria ed Egitto, ogni 4 per la Tunisia e ogni 3 per il Marocco), il Medio Oriente (una donna ogni 4 o 5 immigrati per la Giordania, la Palestina e la Siria) e l'Asia Centro Meridionale (nelle comunità pakistana e bengalese l'incidenza femminile non raggiunge il 20%).

A partire dal 2000 le donne hanno continuato ad arrivare per ricongiungimento familiare ma si sono inserite in misura crescente nel mercato del lavoro, specialmente nel settore domestico: al 31 dicembre 2005, le donne che avevano ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di lavoro avevano superato le titolari di permesso di soggiorno per motivi familiari (46,3% a fronte del 44,9%). Uno dei settori principali di lavoro è quello dell'assistenza alle famiglie italiane: secondo “Il Sole 24 Ore” si tratta di 1.300.000 occupate, alle quali si aggiungerebbero 1.700.000 irregolari. E sono in crescita i matrimoni misti: un matrimonio su 10 è misto (27 mila nel 2003 e quasi 32 mila nel 2004). Nel 2004, pur essendo gli immigrati meno del 5% sul totale della popolazione, i matrimoni con almeno uno sposo straniero hanno inciso per il 12,1%. E fra il 1992 e il 2004 i matrimoni misti sono stati complessivamente circa 226.000.

Fonte: www.helpconsumatori.it

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