Impresa rosa, tendente al verde

Cresce il numero delle imprenditrici in agricoltura. Come cambia il ruolo della “donna rurale” della quale oggi è la Giornata Internazionale



dichiarazione della Consigliere regionale Bruna Giovannini

Aumentano le imprese guidate da donne. In tutti i settori dell'industria. Ma anche in un settore nel quale le donne hanno sempre svolto un ruolo fondamentale ma sempre subordinato all'uomo: l'agricoltura.
L'incidenza delle imprese femminili nell'agricoltura è del 28,2% in Italia ed in Toscana raggiunge il 31,1%: questo significa che attualmente ci sono nella nostra regione ben 15.238 aziende guidate da donne. E sul Piano di sviluppo rurale della Toscana un terzo delle domande di finanziamenti sono state presentate da donne.
Anche l'Unione Europea considera essenziale il contributo delle donne allo sviluppo rurale sostenibile, tanto è vero che ci sono programmi europei specifici, come Equal e Leader+ per affermare le pari opportunità anche in questo settore.
E' iniziata dunque una nuova realtà di donne imprenditrici, di donne che parlano di sé nei loro prodotti agricoli, di donne non più gerarchicamente sottoposte al capofamiglia, di donne che tengono aperto con maggiore consapevolezza il rapporto tra generazioni, che si prendono ancora cura degli anziani e che dagli anziani hanno un grande servizio sociale di aiuto nella crescita dei figli.
Si è quindi concluso il periodo in cui le donne nelle campagne erano lavoratrici invisibili .
I rapporti esistenti all'interno della famiglia contadina tipica delle zone rurali della nostra terra erano determinati da una precisa gerarchia dei ruoli tra maschi e femmine, ma anche da gerarchia di ruoli all'interno dell'universo uomini e, di conseguenza all'interno dell'universo donne. Al vertice stava la figura maschile del capofamiglia. La posizione delle donne era determinata dalla maggiore o minore importanza del ruolo del marito: infatti la moglie del capofamiglia si occupava della conduzione della casa e sotto la sua direzione le altre donne, finché erano nuore e figlie non ancora maritate, svolgevano sia attività agricole, sia lavori domestici. E tra i lavori domestici, oltre alla tradizionale cura della casa e della famiglia, dobbiamo considerare anche la filatura, la tessitura e la confezione degli abiti ed anche la preparazione di alimenti quali il pane, il formaggio, le conserve, la raccolta di frutta, erbe e legna e l'allevamento degli animali da cortile: il tutto avveniva con strumenti e tecniche arretrate e comportava un notevole impiego di tempo e di fatica.
Oggi la donna imprenditrice si afferma puntando sulla qualità e sulla tipicità delle produzioni agricole locali. E soprattutto assume un ruolo da protagonista dello sviluppo e della coesione sociale, così come auspicato dalla Conferenza di Pechino che nel 1995 istituì proprio la Giornata mondiale della donna rurale.

redazione@arezzonotizie.it – Consigliere regionale Bruna Giovannini

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