IN PRIMO PIANO: ''Genitori che uccidono. L'irragionevole natura di un atto contro-natura''

L'uccisione dei tre bimbi italoamericani scatena legittimi rancori popolari, ma impone anche una riflessione. L'omicidio di un bambino – e peggio ancora di un neonato – per mano di un genitore e' un gesto cosi' violento che e' impossibile giustificarlo. Se poi avviene per mano della madre, la sua gravita' non aumenta. E' grave e basta, e il suo clamore non dovrebbe dipendere dal genere dell'assassino. Se ci riflettete, questo modo di vedere le cose rappresenta, a contrario, una sopravvalutazione del ruolo materno. Equivale a dire che una madre, quando uccide, e' ''piu' assassina'' di un padre. Illogico, non vi pare ?

Spesso, in queste occasioni, l'immaginario collettivo porta a circoscrivere la valutazione al fatto in se', senza tentare di capirne la genesi dei fatti affinche', in futuro, sia piu' facile prevenire circostanze simili. Questa volta, per fortuna, la madre non e' riuscita a togliersi la vita: la giustizia inglese, che non e' quella italiana, fara' il suo corso e assicurera' la donna alle carceri del regno.

Ma torniamo alla ''irragionevolezza'' dei fatti. Omicidi del genere, compiuti da una mamma, non vengono giustificati a priori come avviene in occasione degli infanticidi. Qui il fatto e' assistito da una tale premeditazione, che lascia stupefatti: sottrazione dei figli, fuga, accoltellamento, tentativo di far esplodere l'appartamento e, infine, tentato suicidio. Esattamente come e' accaduto in occasione di fatti di sangue in cui il colpevole e' stato un padre.

 Se vogliamo effettuare un distinguo rispetto agli omicidi con autore maschile, pare che in questa occasione la signora avesse fatto di tutto per ottenere il mancato affidamento dei figli al padre, dalle false accuse alla sottrazione vera e propria. Theresa Riggi, 46 anni, travolta dalla sua brutta storia di divorzio era sparita con i suoi tre bambini, i gemellini Augustino e Gianluca, di otto anni, e Cecilia, di cinque, dalla sua abitazione di Aberdeenshire. Era poi ricomparsa il 21 luglio, per poi sparire di nuovo.

Per non far cadere nell'oblio i fatti nudi e crudi, bisogna dire che i vigili del fuoco hanno trovato i bambini sul pavimento con ferite da arma da taglio. Un vicino di 21 anni, citato dal Daily Telegraph, ha raccontato di aver sentito gridare i bambini nell'appartamento accanto, e di aver visto la donna gettarsi dal balcone, dopo che gente in strada l'aveva inutilmente pregato di non farlo. Un altro vicino racconta di aver sentito la Riggi gridare: ''i miei bambini, i miei bambini, i miei bambini'' subito prima di gettarsi. Il marito della donna, Pasquale Riggi, e' stato informato della morte dei suoi figli la scorsa notte nella sua casa ad Aberdeen. E' distrutto, e si trova in uno stato di totale prostrazione.

E allora, come e' possibile dare una spiegazione a tutto questo orrore, come giustificarlo (come qualcuno si affrettera' a fare nelle prossime ore…) ? Perche' si consente ancora, nei paesi occidentali piu' evoluti, che i figli vengano considerati da una certa parte di genitori (per lo piu' femminile, ma non solo) alla stessa stregua di una proprieta' sopprimibile ''se il caso lo richiede'' ?

Non nascondiamoci dietro a un dito: questi omicidi, come tutti gli omicidi, non hanno giustificazione, ne' motivazione plausibile. Possiamo soltanto comprenderne il contesto in cui essi avvengono, e provare a far si' che lo stesso non si ricrei in altre occasioni. Finche' gli adulti non verranno preventivamente educati alla professione di genitore – e fin quando gli stati, Italia in primis, non se ne faranno carico – fatti come quelli accaduti in Scozia (e di recente in Italia….ricordate il terribile mese di Aprile ?) accadranno di nuovo. E' solo questione di tempo.

di Alessio Cardinale

Fonte: www.adiantum.it

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