Inchiesta sulle abitudini a tavola

Dieta mediterranea addio Piu' di un italiano su due mangia male. Responsabile di questo preoccupante verdetto, l'eccessivo consumo di carne a discapito di pasta, riso e cereali, un tempo pilastro delle nostre abitudini alimentari.

La pasta e fagioli è al tappeto. Nonostante gli incitamenti della folla non riesce più a rialzarsi: l'hamburger l'ha messa ko con un gancio veloce e ben assestato. è lui, il peso massimo americano, a strappare la vittoria dell'incontro.

Il match, per quanto avvincente, ha un risultato prevedibile: le nostre abitudini a tavola sono profondamente cambiate negli ultimi decenni.

Abbandonati i modelli tradizionali, legati anche a una certa parsimoniosità e all'uso dei prodotti del territorio, oggi le nostre scelte alimentari non divergono granché da quelle di altri Paesi, notoriamente meno salutisti in fatto di cibo. Cioè: si consuma troppa carne e si assumono molte più calorie del necessario, con buona pace dell'effetto protettivo sulla nostra salute della tanto rinomata dieta mediterranea.

Lo conferma questa inchiesta su circa tremila persone, compreso un gruppo di adolescenti, grazie alla quale abbiamo scoperto non poche pecche nel modo in cui mangiamo tutti i giorni.

L'importanza di mangiare sano

Ormai è accertato: se mangiamo male – per esempio troppo grasso – e assumiamo più calorie del necessario, mettiamo seriamente a rischio la nostra salute. Malattie come obesità e diabete, per esempio, sono strettamente legate alle scelte alimentari; la cattiva alimentazione favorisce i tipici fattori di rischio di disturbi temuti e diffusi come le patologie cardiovascolari, uno tra molti il colesterolo alto.

Per questo da anni si studiano i diversi modelli alimentari, per verificare il loro peso sul benessere, o sul malessere, delle popolazioni.In questo ambito la dieta mediterranea è ormai unanimemente riconosciuta come il modello di alimentazione che apporta maggiori benefici alla nostra salute, grazie al quale si possono prevenire con una certa efficacia le malattie tipiche delle società più ricche, come appunto l'obesità.

Si tratta di un modello di alimentazione nel quale i prodotti vegetali occupano una posizione preponderante. Fra questi troviamo in primo piano i cereali con tutti i loro derivati: pasta, pane, prodotti da forno, riso, polenta e così via.Altra caratteristica della dieta mediterranea è la frequente presenza di legumi come fonte di proteine; verdura e frutta, che forniscono l'importante fibra alimentare; grassi vegetali, in particolare l'olio d'oliva, ricco di acidi grassi insaturi, tipicamente famosi per il loro ruolo protettivo su cuore e arterie.

La carne non è affatto esclusa, ma la sua importanza è ridimensionata: in particolare quella bovina, che viene spesso sostituita dalle carni bianche, come pollo, tacchino o altre, e dal pesce, preferibilmente azzurro (sgombri, acciughe, sardine e così via). Non mancano poi, nelle giuste quantità, i latticini, le uova, e un moderato consumo di vino.

Pigri e grassottelli

Sedentari e sovrappeso: questo, dal nostro questionario, sembra essere il profilo medio di chi ci ha risposto. Circa quattro intervistati su dieci, infatti, si dichiarano sovrappeso o addirittura obesi (il 10%), in prevalenza uomini. Non va meglio per quanto riguarda l'attività fisica: l'80% del campione è sedentario o semi-sedentario (meno di tre ore e mezza la settimana di movimento).

Diversa, per fortuna, la situazione tra gli adolescenti intervistati: i grassottelli sono solo due su dieci, anche grazie all'attività fisica praticata in modo intenso da un adolescente su due e in modo più blando dal resto del campione.

Non manca, sia negli adulti sia nei più giovani, il piacere della buona tavola. Alla domanda “ti piace mangiare?” più di tre intervistati su cinque rispondono “molto” o “moltissimo& quot;.

Troppi spuntini, poche colazioni

La sana alimentazione comincia dalla regolarità dei pasti, cioè dal fatto che si mangi correttamente a colazione, pranzo e cena e si eviti di consumare troppi spuntini nel corso della giornata.

Questa regola, purtroppo, è seguita soltanto da un adulto su due e da meno di un adolescente su dieci. A essere responsabili di questo disordine alimentare sono i troppi snack consumati fuori pasto: la maggior parte dei ragazzi, per esempio, mangia almeno 5 volte al giorno, molto spesso davanti alla televisione.

Brutte abitudini anche per quanto riguarda la colazione, un pasto fondamentale che non andrebbe mai saltato (molti studi, infatti, dimostrano che chi salta la colazione ha una maggiore tendenza a mangiare male e in modo disordinato durante il giorno).

Quasi due adolescenti su dieci e un adulto su dieci non fanno regolarmente la prima tappa alimentare della giornata.

Fatto in casa o fast food?

Il cibo fatto in casa è ineguagliabile. E non ce ne priviamo quasi mai: la maggior parte del campione (otto intervistati su dieci) mangia sempre o spesso ciò che si prepara da sé, anche a pranzo durante la settimana lavorativa. Molti usano i prodotti surgelati (uno su due fa uso di surgelati più di una volta alla settimana), un valido aiuto per fare più veloce mantenendo comunque intatte le caratteristiche nutrizionali degli alimenti, in particolare se si tratta di ortaggi e verdure.

Diversa, invece, la realtà dei ragazzi adolescenti, che ricorrono molto più spesso ai fast food. Se circa metà degli intervistati adulti va a mangiare hamburger e patatine in media non più di due volte al mese, un adolescente su tre frequenta paninoteche e affini più di una volta a settimana. Non mancano poi casi inquietanti di ragazzi che mangiano al fast food praticamente tutti i giorni (il 5% del campione va in paninoteca più di 20 volte al mese).

Viva l'olio d'oliva, abbasso il sale

Almeno sull'uso dei grassi siamo in linea con i dettami della dieta mediterannea e non temiamo confronti con gli altri Paesi europei. Va peggio col sale: un condimento di cui purtroppo tendiamo ad abusare.

- Grassi. Nove persone su dieci condiscono i piatti con l'olio d'oliva, grasso vegetale tipico della nostra alimentazione, ricco di sostanze benefiche. L'olio d'oliva viene usato molto spesso anche per cucinare (da più di sette italiani su dieci) e come companatico, cioè con il pane (più di tre su cinque). Burro e margarina, invece, appaiono sulla nostra tavola piuttosto raramente: solo il 4% del campione usa il primo nella preparazione delle pietanze o spalmato sul pane e meno dell'1% il secondo.

- Sale. Condimento per eccellenza, ormai ne abusiamo, con non pochi risvolti negativi per la salute. L'Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito la dose massima consigliata per un giorno: sei grammi; una quantità facilmente raggiungibile anche senza bisogno di aggiungerlo a tavola o mentre si cucina; il sale, infatti, è già presente in alimenti pronti molto consumati come il pane e i prodotti da forno, i prodotti acquistati in gastronomia, gli alimenti in scatola, gli affettati, i formaggi e così via. Le nostre abitudini, tuttavia, divergono dai dettami ufficiali e ci fanno superare la soglia di guardia (si stima che in media consumiamo circa 10 grammi di sale al giorno, quasi il doppio della razione consigliata): otto intervistati su dieci aggiungono sempre il sale quando cucinano, mentre più della metà di chi risponde sala le pietanze anche a tavola.

Poco equilibrio nella dieta

Pasta, carne, frutta, verdura: una dieta corretta ed equilibrata prevede per ogni alimento una certa quantità giornaliera. Abbiamo fatto il confronto tra quello che dovrebbe essere l'assunzione ideale e quello che invece è la realtà dei nostri consumi. Ne emerge un quadro preoccupante, in cui si dà troppo spazio ai cibi proteici e si trascurano alimenti fondamentali come latte, frutta e cereali.

- Latticini. Nel quadro di una corretta alimentazione dovremmo consumare almeno tre porzioni di latte o yogurt al giorno e non più di tre porzioni di formaggi alla settimana. Invece mangiamo troppo formaggio, circa una porzione al giorno, cosa che pesa sul conteggio di grassi e calorie, mentre al contrario trascuriamo il latte e lo yogurt (meno di una porzione), che invece dovrebbero essere le fonti principali di calcio nella nostra alimentazione. Il panorama è preossoché identico per adulti e adolescenti.

- Carne, pesce, uova e legumi. Qui la vera nota dolente: sarebbe consigliabile mangiare non più di 4 porzioni di carne alla settimana mentre in realtà ne consumiamo ben 14. Decisamente siamo troppo carnivori. Non solo mangiamo troppe proteine, ma propendiamo per una sola fonte, la carne. Andando a vedere il dettaglio delle fonti proteiche, infatti, emerge un forte squilibrio tra consumo di carne (esagerato) e consumo (scarso) di uova o legumi. Va ancora peggio se guardiamo ai dati del gruppo di adolescenti che hanno risposto al nostro questionario: qui il consumo di carne e derivati si impenna, arrivando a una media di più di cinque porzioni al giorno.

- Salumi. Ancora una volta la parola d'ordine è eccesso. Il prosciutto nel panino sembra essere lo spuntino preferito dai nostri figli: più di una porzione al giorno, quando due alla settimana è il tetto raccomandabile, che si sommano alla già più che abbondante presenza di carne sulle nostre tavole. Non va meglio tra gli adulti, che viaggiano attorno una media di 4 porzioni alla settimana.

- Pane, pasta e co. Questi alimenti sono importanti perché apportano i carboidrati (soprattutto amido e fibra) e altre sostanze di grande interesse per la salute. Sono il pilastro della dieta mediterranea e dovrebbero coprire circa il 60% del nostro introito calorico giornaliero. Anche qui le cose vanno malino, ma questa volta per difetto. Scarseggiano pane e sostituti – solo una porzione e mezzo al giorno contro le cinque consigliate – così come pasta e cereali, per un totale di circa quattro porzioni al giorno contro le sette consigliate. Va un po' meglio tra gli adolescenti: le porzioni di fonti di carboidrati sono corrette, ma forse propendono un po' troppo verso alimenti calorici come le patate, consumate quasi tutti i giorni contro le due porzioni settimanali raccomandate.

- Verdura e frutta. Sei italiani su dieci mangiano la verdura a mala pena una volta al giorno, quando le porzioni di questi preziosi alimenti dovrebbero essere almeno il doppio. Non va meglio per la frutta, che scarseggia decisamente: in media una porzione al giorno, sia per gli adulti sia per gli adolescenti, contro le tre porzioni che sono raccomandate.

- Dolci. Caramelle, torte, merendine, cioccolato sembrano non passare mai di moda. Eppure chi si occupa di salute da molto tempo ci mette in guardia sui rischi di un consumo eccessivo di alimenti e bevande dolci. Consigli che non sembrano essere molto considerati: mangiamo dolciumi almeno tre volte al giorno. I nostri ragazzi quasi sei volte al dì, veramente troppo.

Perdersi in un bicchier d'acqua

Mangiare bene, ma anche bere il giusto. Non abbiamo tralasciato questo aspetto.

- Acqua. Assecondare sempre il senso di sete, anzi tentare di anticiparlo bevendo a sufficienza, mediamente 1,5-2 litri di acqua al giorno. Può sembrare un consiglio banale, ma a vedere i risultati della nostra indagine non è così. Beviamo troppa poca acqua durante il giorno, circa due bicchieri in media, cosa che non ci permette di mantenere il giusto equilibrio idrico.

- Tè e caffè. Queste bevande devono essere assunte con moderazione, perché contengono caffeina e, in casi particolari o di sovradosaggio, possono dare irritabilità e insonnia. Pur essendo la patria del caffè, ci sappiamo moderare, consumandone in media meno di due al giorno.

- Alcol. Anche le bevande alcoliche devono essere consumate con moderazione, preferibilmente durante i pasti. Tra tutte le bevande alcoliche, poi, meglio privilegiare quelle con una bassa gradazione come vino o birra. E mai durante l'infanzia, l'adolescenza, la gravidanza e l'allattamento. Secondo i dati raccolti, la media è di un bicchiere al giorno per gli adulti e metà – già troppo – per i nostri intervistati adolescenti.

Prevenzione a tavola

Si stima che circa il 30 per cento dei tumori sia correlabile con l'alimentazione.

è dimostrato, infatti, che un'alimentazione scorretta, soprattutto se ricca di grassi animali e di carne, aumenta il rischio di alcuni tumori. Il legame tra alimentazione e cancro è anche indiretto: mangiare male fa ingrassare, e l'obesità è una concausa importante, per esempio, dei tumori della mammella, dell'endometrio, del colon e della prostata.

La prevenzione passa, dunque, anche dalla tavola. Come? Riducendo i grassi animali (burro e lardo), consumando più oli vegetali (di oliva, ma anche di semi) e mangiando molta meno carne. La quota calorica quotidiana deve venire almeno per il 60 per cento dai carboidrati (pane, pasta, riso) ed è importante riscoprire i legumi come piselli, fagioli, lenticchie e ceci come fonti di proteine alternative a carne e derivati.

Utili anche le fibre, in particolare quelle insolubili, perché accelerano il passaggio delle scorie nell'intestino, riducendo il tempo di contatto tra esse e la mucosa intestinale. Contengono questo tipo di fibre soprattutto i cereali integrali e alcuni ortaggi.

Secondo lo studio Epic ( European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) condotto nel 2001, l'incidenza di alcuni tumori potrebbe essere ridotta con la corretta alimentazione; per esempio un alto consumo di frutta e verdura giova a prevenire il tumore al polmone, insieme con l'astinenza dal fumo.

Moderazione anche con l'alcol: non più di due bicchieri di vino al giorno, meglio se durante i pasti, per gli uomini e uno per le donne.

Partiamo dalle scuole

Il nostro studio rivela che un italiano su due ha abitudini alimentari scorrette. Pochi rispettano i dettami della sana alimentazione mediterranea, sia per varietà di cibi sia per quantità di porzioni. Preoccupante anche lo stile alimentare degli adolescenti, che troppo spesso saltano il pasto fondamentale della giornata, cioè la colazione, per poi consumare hamburger e patatine al fast food e snack davanti al televisore.

Eppure una corretta alimentazione è l'arma principale per la prevenzione di moltissime malattie legate al benessere economico, dall'obesità con il conseguente aumento del rischio delle patologie cardiovascolari, ai tumori.

Urge quindi un impegno, politico e finanziario, per condurre campagne di informazione sull'importanza di mangiare sano e di fare attività fisica, in particolare nelle scuole. Bisogna restare all'erta sui rischi dell'obesità, soprattutto di quella infantile oggi in preoccupante aumento.

Fonte: www.altroconsumo.it

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