Infanzia, il confine del disagio psichico sul filo della normalità

Come affrontarli, riconoscerli e curarli: parla il professor Ernesto Caffo, ordinario di neuropsichiatria infantile all'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Disagio psichico, un disturbo che colpisce sempre più bambini e adolescenti. Ne abbiamo parlato con il professor Ernesto Caffo, ordinario di neuropsichiatria infantile all'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e presidente di Telefono Azzurro.


Che cosa significa soffrire di disagio psichico in età infantile?
Il disagio psichico nei bambini costituisce una condizione a metà strada tra normalità e patologia: i bambini si collocano al confine e camminano su un filo, emettendo segnali di difficoltà pericolosi, ma che non si sono ancora strutturati in un vero e proprio “disturbo”.
Quali sono i disturbi psichiatrici più comuni?
Tra i disturbi più frequenti occorre segnalare le cosiddette condizioni reattive di fronte agli eventi stressanti ambientali, ad esempio la separazione dei genitori, definiti “disturbi di adattamento” che possono manifestarsi con sintomi ansiosi, depressivi o a carico del comportamento, come l'iperattività. C'è poi la depressione, che compare anche in età infantile e necessita di attenzione: il sintomo di origine depressiva, infatti, si cela spesso dietro comportamenti apparentemente diversi, come un'accresciuta irritabilità o un'inspiegabile caduta del rendimento scolastico e, se trascurata, rischia di evolvere in un quadro persistente anche in età adulta. Per esempio, un bambino può iniziare a esternare una difficoltà a staccarsi dalla madre nelle occasioni sociali o al momento di coricarsi, a mostrare paura nei confronti di esseri animati o inanimati apparentemente privi di ogni carattere minaccioso. Un adolescente si chiuderà maggiormente in se stesso, esprimendo sfiducia e pessimismo nelle proprie possibilità e nelle proprie realizzazioni.
A che età si manifestano?
I disturbi psichici in età evolutiva possono comparire a qualunque età, ma esistono tappe evolutive durante le quali è più facile che si creino le condizioni per il loro instaurarsi. Verso i tre anni possono sorgere problemi di separazione dalle figure genitoriali in occasione dell'ingresso alla scuola materna; la fobia scolare compare anche verso i nove anni e, più tardi, all'ingresso nella scuola media; i disturbi depressivi si manifestano più facilmente nel corso della preadolescenza e della adolescenza.
Come s'interviene?
Gli strumenti di intervento consistono innanzitutto in un riconoscimento precoce dello stato di disagio che il bambino o l'adolescente, direttamente o indirettamente, esprime. Oltre ai genitori, il pediatra e gli insegnanti possono rappresentare un valido aiuto per poter indirizzare il bambino verso l'attenzione di uno specialista. L'ascolto dei genitori rappresenta comunque la via maestra per prevenire una diagnosi. Non bisogna mai dimenticare che prevenire l'insorgenza di un disturbo è sempre preferibile rispetto alla necessità di curarlo dopo che esso si è instaurato.

Fonte:www.tuoquotidiano.it& lt;BR>

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