Inflazione in calo, mai così bassa dal 1999

Inflazione in calo nell'ultimo mese dell'anno: a dicembre, secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, l'indice dei prezzi ha registrato un aumento del 2% rispetto al 2,2% di novembre. Su base mensile, aggiunge l'istituto nazionale di statistica, i prezzi sono rimasti invariati.

In attesa dei dati definitivi, che verranno diffusi il 16 gennaio, l'Istat ha anticipato l'analisi del dato annuale: l'inflazione media annua nel 2005 si è attestata al 1,9%, il valore più basso dal 1999 quando si fermò all'1,7%. Da notare che il governo, nella Relazione previsionale e programmatica, aveva previsto un tasso pari al 2,2%.

Tornando all'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), il dato preliminare di dicembre deriva da un aumento dell'1,9% dei beni e del 2,1% dei servizi. L'inflazione di fondo (quella depurata dei beni più volatili come gli alimentari non lavorati e gli energetici) si è attestata all'1,6%.
Anche l'indice armonizzato (che comprende sconti, saldi e vendite promozionali), a dicembre registra un calo e si attesta al 2,1%, contro il 2,4% di novembre. Su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,1%.

Anche nella zona euro il mese di dicembre fa registrare un lieve calo dell'inflazione, che secondo la stima flash dell'Ufficio statistico dell'Ue (Eurostat) risulta al 2,2% contro il 2,3% di novembre. La stima flash, che non fornisce i dati scorporati per paese, si rivela molto accurata ed ha anticipato con esattezza 11 volte il risultato definitivo, allontanandosi di appena 0,1 punti dodici volte nel corso degli ultimi due anni.

Tornando all'Italia, sulla base dei dati finora pervenuti l'Istat segnala aumenti congiunturali dell'indice nei capitoli “prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+ 0,3 %), “altri beni e servizi” (+ 0,2 %) e “abbigliamento e calzature” (+ 0,1 %); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli “bevande alcoliche e tabacchi”, ” mobili, articoli e servizi per la casa”, “servizi sanitari e spese per la salute” e “istruzione”; variazioni negative si sono registrate nei capitoli ” ricreazione, spettacoli e cultura” (- 0,2 %), “abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, “trasporti”, “comunicazioni” e “servizi ricettivi e di ristorazione” (- 0,1 % per tutti e quattro).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli “abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+ 5,7 %), “trasporti” (+ 3,2 %) e “istruzione” (+ 3,0 %). Una variazione tendenziale negativa si è registrata nel capitolo “comunicazioni” (- 3,7 %).

Fonte: Miaeconomia

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