Inflazione, Istat: stime in rialzo. A gennaio prezzi al consumo aumentano dell’1%

Sull’inflazione, l’Istat rivede al rialzo le stime fatte i primi di febbraio e registra un aumento dei prezzi su base annua pari al 1% anziché allo 0,9%. 

Nel mese di gennaio 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente, mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre).

Il rialzo dell’inflazione è dovuto “alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità”, dice l’Istat. Nello specifico, si è riscontrata “una netta accelerazione della crescita tendenziale dei beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%)”.

A gennaio, infatti, l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente; al netto dei soli Beni energetici, invece, si porta a +0,8% (da +0,7% di dicembre).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali.

Ne consegue che l’inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%.

Mano al portafoglio, quanto inciderà questo nuovo aumento dell’inflazione sulle tasche delle famiglie?

Il rialzo dell’inflazione all’1% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 380 euro. Una cifra che non tutti possono permettersi di sborsare”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’associazione, per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa è pari a 257 euro, 197 per un pensionato con più di 65 anni, 201 euro per un single con meno di 35 anni, 291 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni. L’Unione Nazionale Consumatori ha poi stilato la classifica delle città più care d’Italia dalla quale emerge Bolzano, dove l’inflazione al. 2,1% si traduce in una stangata per una famiglia di 4 persone, pari a 1136 euro su base annua. Segue Trieste, dove l’inflazione del 2,2% determina un aumento del costo della vita pari a 886 euro e Milano, dove il rialzo dei prezzi dell’1,4% comporta una maggior spesa annua di 719 euro.

Rincari in linea con le denunce che abbiamo lanciato in merito agli aumenti di ortofrutta, nonché dei carburanti (che incidono in maniera determinante sui prezzi dal momento che i beni di consumo sono trasportati per l’86% su gomma), delle autostrade nonché dei costi di energia elettrica e gas”, commentano da Federconsumatori e Adusbef. “Un’impennata che si inserisce nel contesto dell’andamento altalenante registrato negli ultimi anni, sintomo di un sistema economico che non dà segnali concreti di ripresa”.

 

La ripresa dell’inflazione non sorprende ed era ampiamente prevista“, spiega il Codacons, “Nel mese di gennaio, infatti, si è verificata una ondata di rialzi dei prezzi e delle tariffe, sui quali ha pesato sia il maltempo sia l’incremento dei carburanti. In particolare nel settore alimentare si sono registrati fortissimi rincari dei listini, a causa del gelo e della neve che ha colpito nelle settimane scorse la penisola. Ma il mese di gennaio è stato caratterizzato anche dagli aumenti delle tariffe energetiche e dal caro-benzina, con effetto domino su una moltitudine di prodotti”.

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