Ingannevoli gli slogan di alcuni cibi. Indagine Efsa

Non è scientificamente provato che i latticini aiutano la salute dentale, né che i semi di lino e soia riducono il rischio di osteoporosi. Da un'indagine dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare emerge che il 90% degli slogan di alcuni prodotti è ingannevole La maggior parte dei prodotti che promettono di migliorare la salute di chi li consuma, non ha una base scientifica che lo dimostra. A mettere in guardia i consumatori arriva una recente analisi che l'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha svolto dopo aver ricevuto un mandato dall'Ue.

L'indagine dell'Efsa ha valutato la relazione esistente tra gli slogan pubblicitari salutistici e le reali proprietà benefiche dei prodotti alimentari. Nello specifico, i prodotti presi in considerazione sono stati 8, i cui slogan indicano benefici per la salute dei bambini, e 7 di questi non hanno superato la prova, cioè non mantengono quello che promettono. La percentuale è quindi del 90%.

E' falso quindi che 3 razioni al giorno di latte e formaggi garantiscono un peso salutare a bimbi e adolescenti, poiché non c'è alcuna relazione di causa-effetto; non è dimostrato, neanche, che i latticini aiutano la salute dentale; nessuno studio scientifico sostiene che le pastiglie di semi di lino e soia riducono il rischio osteoporosi, né che quelle di fichi d'India migliorano il colesterolo.

E' vero, ma soltanto nell'ambito di una dieta equilibrata, che gli acidi linoleico e alfa-linoleico (acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6) favoriscono lo sviluppo. Ancora non è dimostrato che un integratore alimentare derivato da frutta e fermenti con lactobacilli e batteri lattici stimola e aiuta il sistema immunitario dei bambini, né che alcuni estratti di piante di cacao e polioli contro il sovrappeso.

L'unico slogan che ha passato la prova, supportato da 41 studi clinici, è stato quello sulla diminuizione del rischio cardiaco collegata all'assunzione di steroli vegetali. La normativa europea sui reclami nutrizionali è esplicita, perché non consente che siano decantate virtù salutari senza una base scientifica di supporto. Le aziende hanno tempo fino al 2010/2015, a seconda del tipo di prodotto che pubblicizzano, per adattarsi modificando i loro messaggi ingannevoli. Le pagelle dell'Efsa ora saranno inviate alla Commissione europea e agli Stati membri.

Nel frattempo l' Aduc, l'associazione per i diritti di utenti e consumatori, ha chiesto un intervento del dipartimento Sanita' del ministero del Welfare, “perché ci faccia sapere come intende muoversi nel contesto italiano”. Soprattutto informando i consumatori di questa situazione che, stante l'autorizzazione alla commercializzazione di questi prodotti con etichette ingannevoli, potrebbe causare danni. Intanto la senatrice Donatella Poretti ha preannunciato una interrogazione parlamentare in merito.

2008 – redattore: GA

Fonte: helpconsumatori.it

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