IO CASALINGO "confesso che ho pulito"

L'uomo che non deve chiedere mai? Sparito. I nuovi maschi cucinano, spolverano, fanno il bucato. Anzi, vanno perfino a “scuola di mestieri”. Ma saranno bravi come le donne? Anna ha messo alla prova tre volontari. Se la sono cavata così. Di Luca Bergamin

L'homo domesticus oggi mostra La sua parte Femminile. E se è in difficoltà, va al master. Di stirologia, home fìtness, lavavetri… L'obiettivo? Far felice lei.

II casalingo fa outing. Ricordate i tempi in cui l'uomo nascondeva come una colpa il fatto di compiere i lavori domestici? Come se fosse una menomazione della sua mascolinità? Be', sono finiti. Ora, anche se è ancora lontano a venire il giorno in cui il sesso “forte” potrà sbandierare la raggiunta parità domestica con la donna, il 50 per cento degli uomini ammette di “lavorare” tra le pareti di casa. Mentre negli enti pubblici la percentuale di congedi paterni nell'ultimo anno è salita dal 6% al 17,5%. Perfino i vip si confessano.

Come ha fatto il filosofo Giulio Giorello. La scienza con cui lava i piatti andrebbe riportata su un manuale: detersivi al limone e succo di vodka. Ma guai a usare i guanti perché tolgono il gusto del contatto con i piatti. L'attore Alessandro Gassman, invece, ha raccontato di come sparecchia, piega i vestiti, rifa il letto da solo e riordina la camera del bimbo. Lo showman Renzo Arbore ammette di cavarsela bene con l'ago da cucito, mentre Andrea Camilleri, il “padre” dell'ispettore Montalbano, va in estasi quando inala il vapore sbuffato del suo fedelissimo ferro da stiro.

L'homo domesticus, nuova razza in continua espansione, si divide in tante sottospecie: chi, e sono la maggior parte, lava e stira per necessità in quanto single, chi lo fa per risparmiare denaro, considerato il costo di una colf. Ma ci sono pure i cultori del pulito o coloro che provano un piacere fisico, psicologico o addirittura attribuiscono proprietà terapeutiche al lucidare le scarpe, sgrassare le pentole e spazzare i pavimenti. E a dirla tutta, più che casalinghi si sentono home-manager.

«L'uomo ha capito di dover usare non soltanto la spada ma anche la scopa», spiega Daniela Marafante, medico psicoterapeuta, condirettore della rivista Riza Psicosomatica. «Fare i mestieri di casa non costituisce una manifestazione di debolezza, bensì di eclettismo, esprime quella curiosità e apertura di fronte ai cambiamenti che nel maschio, per natura refrattario ai rinnovamenti, era molto rara.

Certo, ci sono uomini dotati di maggior talento per le pulizie, altri per la cucina, ma in genere si riscontra, anche nei corsi che teniamo all'Istituto Riza, una elasticità mentale e pratica verso le faccende domestiche che è senza dubbio positiva». Il tabù, insomma, è caduto, per la felicità soprattutto della donna: «Un compagno che aiuta nelle faccende di casa», continua la dottoressa Marafante, «favorisce una maggior complicità con la sua compagna, e questo determina benessere e serenità, nonché dialogo e allegria all'interno della coppia.

Prima la donna che si occupava da sola della casa si sentiva spesso stanca, stressata, mentre adesso, con la condivisione del fornello, della lavatrice e delia lavastoviglie, c'è più armonia. Ma non per questo si sta assistendo alla “femminilizzazione” del maschio. Soltanto, l'uomo non nasconde più la sua parte femminile. Così come la donna manager o la vigilessa scoprono il loro lato maschile. Ognuno è più se stesso». La pubblicità, naturalmente, ha già fiutato l'affare. La Spontex ha creato una linea di prodotti solo per lui: guanti più lunghi, spugne per le mani maschili.

& lt;P align=justify>E soprattutto, prendendo atto dell'ignoranza maschile nelle faccende di casa in Francia e Svizzera, economia domestica s'insegna invece sin dalle scuole elementari – ha organizzato un master, in home management a Milano. Il 70% dei partecipanti alla giornata di full immersion tenutasi al Cantiere Bovisa era composto da uomini. Come bravi scolaretti – compreso chi scrive – dotati di notes e matita, abbiamo assistito alle lezioni di stirologia, home fitness, epi- stemologia del bucato (come eliminare le macchie impossìbili), scienze delle pulizie, economia domestica applicata.

E poi, armati di ramazza, ferro da stiro e strofinaccio, ci siamo cimentati nelle varie prove. Aveste visto come era lindo il loft della Bovisa al termine della giornata! Ma gli aspiranti casalinghi saranno poi riusciti a superare anche lo scoglio più arduo, owero il giudizio delle loro compagne? Siamo andati a scoprirlo.

«Sono il guru dei massai»& lt;/P>

«Dividere a metà i compiti e giusto. Si riducono tempi e costi.

FIORENZO BRESCIANI, 53 ANNI

«Casalinghi d'Italia, uniamoci!».

Fiorenzo Bresciani, visti i numeri della sua associazione, che riunisce i massai nazionali (4.000 iscritti, circa 40.000 casalinghi a tempo pieno), la visibilità mediatica e la quantità di clic sul sito internet, potrebbe benissimo fondare un partito. Che come simbolo avrebbe, naturalmente, il ferro da stiro, arnese con cui questo 52enne, in passato commerciante e cameraman, eccelle. «Conosco tutti i trucchetti. Ad esempio, appoggiare a turno una gamba su di uno sgabello per scaricare la tensione nervosa che tende ad accumularsi sulle spalle, pulire la piastra col bicarbonato e il dentifricio.

Ma soprattutto serve un approccio “filosofico”: non bisogna avere fretta e stirare ogni giorno, bensì pianificare il lavoro, pensando che una camicia ben stirata è un biglietto da visita notevole». Bresciani, che vive a Pietrasanta in provincia di Lucca, oramai da 15 anni ha scelto di accudire la sua villetta a due piani, lasciando che sia la secon- da moglie, Daniela Terigi, medico omeopata di 44 anni, a dedicarsi alla carriera. Da toscano brillante, però, un po' per gioco e un po' perché l'unione fa la forza, si è inventato questa associazione che può combattere quasi ad armi pari con la Federcasalinghe.

«L'idea è nata per caso in un agriturismo toscano dove avevo attirato con la scusa del pranzo gli amici. Tra il serio e il faceto, ho distribuito grembiuli e mansioni, e ci siamo messi tutti alla prova», Test superato. «Siamo tanti e aumenteremo ancora. La società sino a poco tempo fa imponeva il modello dell'uomo che non deve chiedere mai, ma noi maschietti non ce la facciamo più a restare fedeli a quel cliché: l'uomo ha il forte e il i debole dentro di sé. I lavori casalinghi consentono di far emergere la parte i più femminile che prima tendevamo a nascondere. Ora è la donna a essere diventata “mascolina”. E invece, secondo me, dovrebbe accorgersi di quanto sia distorto questo modo di vivere basato sulla carriera a ogni costo». Parole sagge. Andrà a finire che anche le donne, sfinite dal lavoro fuori casa, chiederanno di iscriversi alla sua associazione?

Ma mia moglie in casa e imbattibile, così

mi ha dirottato sui lavori più elementari. Altro che rè della casa!»

Stirare? Meglio della Playstation

RENATO DELL'ORTO, 28 ANNI

Nel loft del Cantiere Bovisa, sede prescelta per il master in home management, Renato Dell'Orto, impiegato, 28 anni, era stato tirato per la camicia e i lunghi capelli neri. «Mi aveva costretto mia moglie Cristina, decisa a strapparmi alla Playstation per convertirmi ai lavori domestici, dai quali cercavo sempre di svicolare. Anche se penso che la distribuzione in parti uguali delle pulizie sia giusta, oltre che utile per ridurre tempi e costi».

Un mese dopo, siamo andati a verificare nell'appartamento, in un condominio di Malgrate, se Paolo ha imparato la lezione. Prima prova: stirare. «In teoria, sono preparatissimo: si comincia col colletto, poi il retro, le maniche e i polsini. Per i pantaloni, si parte dalle tasche, segue il girovita, le gambe prima all'interno, quindi l'esterno. Per le camicie, bisogna passare il ferro dall'alto verso il basso». E in pratica? «Diciamo che non mi sono ancora messo alla prova sul serio. Mia moglie, visti gli incerti risultati dei primi tentativi, mi ha dirottato alle mansioni più generiche, da manager della casa ad aiutante di campo».

Vogliamo verificare. Così il giovane sposo inforca lo strofinaccio, comincia ad accarezzare i mobili per poi passare con più decisione ai pavimenti e i vetri. Dopo apparecchia la tavola e infine carica la lavastoviglie. Sempre sotto lo sguardo vigile e divertito della moglie. «Ma se lei mi sta a osservare, non riesco a fare bene i lavori domestici, mi imbarazzo, prendendo coscienza della mia inferiorità casalinga! Cristina è troppo brava, ha una formazione all'antica e ha più tempo libero. Anche se nell'anno che ho trascorso a Londra pensavo di avere imparato a badare alla casa, quando mi sono sposato ho capito di avere ancora parecchie lacune. Insomma, per quanto ci si applichi, l'uomo non potrà mai superare la donna». Soprattutto dopo che è stata inventata la Playstation.

Chi più spolvera, più seduce

PAOLO DELLA MORA, 25 ENNE

«Saper fare i lavori domestici aiuta a conquistare le donne». Mentre psicologi e sociologi dibattono sul fenomeno del nuovo casalingo, Paolo Della Mora, 25 anni, studente di Scienze politiche e impiegato in un progetto di formazione della regione Lombardia, ha una teoria tutta sua da proporre. «Se sai lavare e stirare i panni, spolverare, e soprattutto cucinare, hai decisamente una marcia in più nei rapporti con l'altro sesso. Il mio piatto forte, ad esempio, sono i primi a base di pesce».

Curiosando nel suo appartamentino di Cantù, il classico “covo” da single con la chitarra in bella mostra sul divano, il televisore dallo schermo gigante, un tocco di femminilità nella cura delle tende e nei colori tenui dei mobili, si capisce che Paolo, con quegli occhi da cerbiatto, è abituato a tradurre in pratica la teoria del Casanova casalingo. E con discreti risultati, visto il via vai di belle ragazze che, a detta dei vicini di casa, si vedono salire e scendere dal terzo piano. Le donne, del resto, non possono che cadergli ai piedi quando si sentono dire: «Ho imparato a stirare le camicie, a caricare la lavatrice nel modo giusto ovvero separando i capi colorati da quelli chiari, e lavando i bianchi sempre da soli.

Oltre a infilare un cartoncino all'interno delle cravatte per evitare che si notino le cuciture. Grazie al master della Bovisa, ho perfezionato anche le tecniche di stiro. Del resto, avere gli abiti in ordine attira di più le persone. Ora so persino come eliminare le macchie dell'ultimo minuto: l'unto e l'olio vanno via col sapone di Marsiglia, così come le tracce di caffè. Mentre sul vino rosso bisogna versare quello bianco e spargere subito sale». Diventare esperti come Paolo, insomma, conviene, ma con un'avvertenza: per avere lo stesso successo, serve anche un certo fascino naturale. Se ne siete sprovvisti, pazienza, per lo meno risparmierete sul conto della lavanderia. •

MACHI    O    “COLF”?

ECCO I NUMERI

50% DEGLI UOMINI ACCETTA UNA QUOTA DI LAVORI CASALINGHI.

Per aiutarela moglie, il 13% rifiuta in quanto “faccende da donne”.

20% SI OFFRE DI SVOLGERE ANCHE I COMPITI PIù ODIATI.

Che sono: spolverare,stirare,caricare la lavatrice, pulire il bagno, fare il bucato a mano. I lavori preferiti sono ionvece: apparecchiare la tavola per il 79%, cucinare per il 62%, fare la spesaper il 78%, aiutare a passare l'aspirapolvere per il 52%.

22% I MINUTI IN MEDIA DEDICATI OGNI GIORNO DA LUI Al DOVERI DI CASA.

Contro i 15 minuti del 1990. La suddivisione a metà dei lavoridomestici in unacoppia resistesino alla nascitadel primo figlio, poi la quota di lavoro prestata dal maschio non supera il 30%.

FONTI: SWG, ISTAT, CNEL

L& apos;homo domesticus oggi mostra La sua parte Femminile. E se è in difficoltà, va al master. Di stirologia, home fìtness, lavavetri… L'obiettivo? Far felice lei.

Tratto da: ANNA N° 41 – 11 novembre 2005

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