Io faccio la spesa giusta. La settima del consumo equo e solidale

Un'iniziativa che viene proposta già da 6 anni, “realizzata con modalità simili in tutta Europa, per spiegare ai consumatori e cittadini dove trovare i prodotti Fairtrade ed aumentare la consapevolezza che con un consumo fair possiamo contribuire ad uno sviluppo sostenibile equo e solidale”. Dal 17 al 25 ottobre cene con menù equosolidali (nei ristoranti aderenti a “Io faccio la spesa giusta”), Fairtrade Break nei ristoranti self service, promozioni nei supermercati che aderiscono all'iniziativa e banchetti nelle piazze realizzati da Legambiente e Movimento consumatori.

La “spesa giusta” è un'iniziativa promossa per diffondere le pratiche di consumo consapevole ed etico, un valore certificato da Fairtrade (il consorzio che aderisce a Fair Trade Labelling Organisations, il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia) che sta cominciando a far breccia anche nelle abitudini dei consumatori italiani. “Anche a fronte della crisi, nel 2008 i consumi equo e solidali sono aumentati del 25%,” ci spiega Paolo Pastore, direttore di Fairtrade Italia. “Nei primi 6 mesi del 2009 – continua – abbiamo mantenuto un trend intorno al 25%, il che significa che chi ha provato i prodotti equi in occasione degli eventi 2008 poi ha continuato a sceglierli ed alcune insegne si sono adeguate ampliando la scelta di prodotti disponibili”.

Che l'interesse dei consumatori sia reale lo conferma la sempre più diffusa presenza di referenze certificate nei supermercati: “il nostro pensiero – è l'analisi di Pastore – è che se non ci fosse una richiesta, difficilmente la gdo aprirebbe gli scaffali ai prodotti equi”. Equo e solidale sempre più diffuso, quindi, tanto da diventare scelta strategica per gruppi come Crai, Auchan, Lidl, Conad che hanno voluto la certificazione fairtrade per i propri prodotti a marchio. “Conad ha deciso di inserire una propria linea di private label certificate Fairtrade, Billa – Standa inserirà 12 nuove referenze FT da ottobre 2009″.


Il mercato di fairtrade che valeva 39 milioni di euro del 2007, come valore al consumo, è passato nel 2008 a 43,5 milioni e dovrebbe raggiungere i 48 milioni quest'anno. Con circa 220 referenze, il fatturato è realizzato in gran parte (95%) attraverso i canali gdo e i negozi specializzati biologici. “Dalle più recenti ricerche risulta che il consumatore tipo è trasversale sotto il profilo culturale e sociale, è in prevalenza donna e si concentra nella fascia di età compresa fra i 25-45 anni, con nuclei familiari con figli. Sceglie prodotti bio e, in generale, sostenibili.”


Equo e solidale e biologico, il successo del cotone. “I prodotti Fairtrade sono per circa il 50% anche biologici, segno che i due valori sono vicini,” spiega Pastore. Il mercato del cotone biologico sta raggiungendo livelli di primissimo piano e sono sempre più i marchi della moda e mainstream che utilizzano cotone certificato bio, coltivato da piccole aziende agricole. “Alcune grandi marchi come Jack & Jones stanno sposando questi valori”.


In occasione di “Io faccio la spesa giusta” verrà presentato il volume “Equo & solidale. Un ricettario per tutti i giorni”, edito da Tecniche nuove, che contiene più di 100 ricette con ingredienti di commercio equo.

fonte: http://it.greenplanet.net

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