Iperico – Hypericum perforatum

Habitat: luoghi incolti dal piano al monte. E' una pianta vivace, alta dai 30 agli 80 centimetri, con fiori uniti in una specie di corimbo di un bel giallo dorato e che fioriscono fino a settembre. E' facile riconoscere l'iperico, soprattutto per la struttura delle sue foglie che, guardate contro luce, sembrano attraversate da una serie di minuscoli forellini. L'olio di iperico serve ottimamente a curare bruciature di sole ed ogni altra forma di scottatura.

 Si prepara spremendo mezzo chilogrammo di fiori e mettendoli a macero in un litro di olio di oliva racchiuso in un vaso di vetro chiaro a chiusura stagna. Si espone per quattro giorni al sole, quindi si tolgono i fiori e, dopo averli bene spremuti, se ne aggiungono degli altri di freschi, esponendo al sole per otto giorni. Quindi si levano i fiori, dopo averli spremuti, e si conserva l'olio – che assumerà una bella colorazione rossa – in bottiglie ben chiuse.
L'olio di iperico è miracoloso in ogni specie di ferita, scalfitture della pelle, piaghe, ulceri, ustioni. Con questo olio si imbevono compresse di garza che si applicano alle parti malate, fasciando accuratamente.
Soffrendo di dissenteria, di ulceri ai reni o alla vescica si possono prendere due cucchiai di questo olio al giorno, oppure tre tazzine al dì dell'infuso di iperico, preparato versando su una manciata di fiori un litro di acqua bollente e lasciando riposare un quarto d'ora circa.
Il linimento di iperico si prepara mettendo in un vaso ben chiuso due manciate di fiori di iperico ed un litro di alcol puro ed esponendo al sole per un mese. Quindi si levano i fiori dopo averli ben spremuti e al liquido si aggiungono cinque tavolette di canfora, agitando finché le stesse si siano sciolte. Il linimento così ottenuto si userà per energiche frizioni sulle parti dolenti in caso di gotta, di reumatismi o di sciatica.
Con una manciata di fiori ed un litro di grappa si potrà ottenere una squisita grappa di iperico molto indicata come aperitivo, come digestivo e per impedire l'acidità di stomaco, i vomiti e le nausee.

Fonte: agraria.org

Condividi questo articolo