Istat, Consumatori: sostenere redditi delle famiglie. Confesercenti: conto salato per PMI

Sostenere i redditi delle famiglie: è quanto chiedono i Consumatori davanti agli ultimi dati Istat che parlano di un calo annuale dell'1,6% delle vendite al dettaglio. Per Federconsumatori e Adusbef i dati sul calo dei consumi, “ancorchè sottostimato”, rivelano la crisi da domanda e il disagio delle famiglie a reddito fisso. “Per rilanciare la domanda di mercato – affermano – non è sufficiente, anche se necessaria, una diminuzione dei prezzi del 20% né il promesso blocco delle tariffe, promessa mai mantenuta.

Oltretutto siamo di fronte, cosa gravissima, ad un aumento dell'inflazione che si sta attestando a 1,3 in presenza di una forte contrazione dei consumi, e quindi certificando preoccupanti elementi di speculazione sui prezzi. è invece, fondamentale – sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori – intervenire sul potere d'acquisto delle famiglie a reddito fisso attraverso una defiscalizzazione di almeno 1200 euro all'anno”.

Il dato è il peggiore dal 2001, ricorda il Codacons, e dovrebbe preoccupare tutti anche perché diminuiscono le vendite di alimentari. L'associazione chiede dunque “ai commercianti di abbassare i prezzi del 20% ed al Governo di salvaguardare la capacità di spesa degli italiani. I commercianti, infatti, sono in crisi. Le loro vendite diminuiscono sempre più. Ma sbaglierebbero se reagissero aumentando i prezzi. Solo con consistenti sconti e promozioni, almeno pari al 20%, potrebbero far ritornare gli italiani nei loro negozi”.

La difficoltà dei piccoli negozi viene sottolineata da Confesercenti: “Perfino il mese di dicembre ha rappresentato un prezzo amaro per i piccoli negozi in uno scenario che segnala il perdurare allarmante delle grandi difficoltà delle famiglie italiane che riducono la spesa passando dagli alimentari fino alla “cultura”. Appare urgente una svolta con interventi fiscali tempestivi, a cominciare dagli studi di settore se non si vuole seminare anche il 2010 di imprese che chiudono ed imprenditori, collaboratori familiari e dipendenti in mezzo alla strada. Quello del 2009 è il peggior risultato dal 2001, segno che la situazione si è molto deteriorata: ma soprattutto è il secondo anno consecutivo con il segno meno dopo un 2008 finito con un calo dello 0,3%. Particolarmente delicata – conclude Confesercenti – è la situazione del comparto alimentare che registra -1,5% a valori correnti e, al netto dell'inflazione, quasi tre punti e mezzo in meno. D'altra parte è da novembre 2008 che le vendite alimentari segnano valori negativi”, con un conto salato pagato soprattutto dalle piccole e medie imprese.

2010 – redattore: BS

Fonte: helpconsumatori.it

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