Istat, il 55,8% degli italiani ha una condizione economica peggiore del 2011

Il 2012 sarà decisamente ricordato come l'anno della crisi. Il 55,8% degli italiani, cioè quasi 6 su 10, ritiene che la propria situazione economica sia peggiorata rispetto al 2011: il dato è aumentato di oltre 12 punti percentuali in un anno.

A dichiarare un peggioramento della propria situazione economica sono soprattutto i lavoratori autonomi (58,8%), gli operai (56,9%) e le persone in cerca di occupazione (73,4%). E' il quadro che emerge dall'indagine “Aspetti della vita quotidiana” pubblicata dall'Istat, che ha rilevato le dimensioni della soddisfazione dei cittadini.

In Italia c'è un generale calo di soddisfazione per la vita che si conduce (soprattutto per problemi economici). Anche la soddisfazione per la situazione economica personale cala: il 55,7% degli italiani si dichiara per niente o poco soddisfatto, contro il 49,5% dell'anno precedente. Nel complesso, la quota di individui in famiglie deprivate, con tre o più sintomi di disagio economico, passa dal 16,0% al 22,2%; quella delle persone in famiglie gravemente deprivate, con quattro o più deprivazioni, dal 6,9% all'11,1%.

Secondo il Codacons questi dati fotografano le condizioni di vita drammatiche in cui stanno vivendo gli italiani: il 46,5% degli italiani non può permettersi una settimana di ferie all'anno, il 38,4% è incapace di far fronte ad una spesa imprevista di 800 euro. Ma i dati più sconcertanti sono che il 12,3% non può permettersi un pasto proteico almeno una volta ogni due giorni ed il 17,9% di riscaldare adeguatamente l'abitazione. Per il Codacons sono dati da terzo mondo e “il Governo ha il dovere di fare immediatamente un dl antipovertà che sposti la tassazione verso i più ricchi, rispettando finalmente l'articolo 53 della Costituzione, in modo che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività. Basta, quindi, con l'aumento dell' Iva che colpisce indistintamente ricchi e poveri. Il Codacons chiede il raddoppio della Tobin tax ed un aumento delle tasse per chi guadagna più di 90.000 euro e chiede che il gettito reperito in questo modo sia tutto destinato ad aiutare questi nuovi poveri.

“Quella fotografata dall'Istat è una situazione da dopoguerra, con famiglie stremate dall'aumento degli oneri fiscali e con sempre meno soldi per affrontare spese impreviste, per fare una vacanza e addirittura per riempire il carrello al supermercato ” osserva la Cia, Confederazione italiana agricoltori ” In questo senso, il crollo dei consumi alimentari del 3% in quantità da inizio anno è sintomatico di una condizione critica che certo non può far rialzare il livello di soddisfazione degli italiani. D'altra parte, sono mesi che lanciamo sull'allarme sul tracollo della spesa per la tavola ” continua la Cia ” nonostante si tratti di una voce primaria e irrinunciabile del bilancio familiare. Di fatto oggi il 36% delle famiglie taglia di netto quantità e qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno scorso e smette di andare a cena fuori o comprare dolci, con un calo dei ristoranti (-5%) e delle pasticcerie (-11%) negli ultimi tre mesi. Ma non ci può essere una ripresa dell'economia senza una parallela ripresa dei consumi, prima di tutto quelli alimentari. Quindi ” conclude la Cia ” se non si prenderanno presto provvedimenti per sostenere i consumi e aiutare le famiglie, ad esempio riducendo la pressione fiscale, l'Italia non uscirà mai dal tunnel della crisi”.

Condividi questo articolo