Istat, in Italia i parti cesarei aumentano del 35%

L'impennata del 2005 porta il nostro Paese al primo posto in Europa. Nel resto della Ue il ricorso al “cesareo” è in media del 23,7%


di Michela Troia

Sono sempre di più i parti cesarei in Italia, che con una media nazionale di poco più del 35% nel 2004-2005 (quasi il 30% nel 1999-2000), più che doppia rispetto alla quota massima del 15% raccomandata nel 1985 dall'OMS, è al primo posto tra i paesi dell'UE (tasso medio di cesarei 23,7%).
è quanto rivela l'indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, effettuata dall'Istituto nazionale di statistica, nella quale si sottolinea anche che la gravidanza nel territorio nazionale sta diventando sempre più “medicalizzata”, mentre migliorano le condizioni generali di assistenza.
I risultati dell'indagine mostrano che le donne godono di una buona assistenza in gravidanza: la maggior parte di esse si sottopone, come raccomandato dai protocolli, a visite ed accertamenti nei primi tre mesi di gestazione (dall'84,5% del 1999-2000 all'attuale 87,0%), e viene informata sulle tecniche di diagnosi prenatale.
Un fenomeno in crescita è rappresentato dalla presenza dei padri in sala parto, anche se con notevoli differenze territoriali, infatti l'87,8% delle donne che hanno avuto un parto naturale sono state assistite dal partner nel Nord-Ovest, l' 83,9% nel Nord-Est, mentre nel Sud e nelle Isole lo sono state solo il 31,1% ed il 47,1%.
Quanto all'allattamento naturale, si mantiene stabile rispetto al 1999-2000 la quota di donne che ha allattato al seno il proprio bambino (81,1%) e cresce durata media dello stesso, che passa da 6,2 a 7,3 mesi.
Le isole, soprattutto la Sicilia, si distinguono per la più bassa percentuale di donne che allatta (74,2%), e per la durata minore dell'allattamento, infatti solo il 26,6% delle donne allatta per più di sei mesi. Nel Nord-est, al contrario, si riscontrano le quote più elevate di donne che allattano naturalmente (86,1%) e che lo fanno per sette mesi o più (36,8%).

Fonte: Tuo quotidiano

Condividi questo articolo